Sabbia, onde, fari e balene. E un masso che fa la storia. A Cape Cod sulle tracce dei Padri Pellegrini

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Un masso è un masso e non parla. Ma gli uomini hanno questa caratteristica: prendono un oggetto silenzioso, lo “caricano” di un significato e quindi lo trasformano in un simbolo. Che parla, eccome. Siamo qui, sotto una pioggerella fine, a Plymouth, Massachusetts, Usa e questi sono i pensieri che vengono alla mente mentre guardiamo, al riparo di un porticato colonnato neoclassico, il Plymouth Rock.

Il Plymouth Rock (foto Marco Berchi)

Il Plymouth Rock è sul lungomare dell’omonima località (foto Marco Berchi)

Trattasi di un masso di per sé anonimo ma che per tradizione simboleggia il punto esatto in cui i coloni sbarcati dalla Mayflower misero per la prima volta piede sul suolo americano. Erano i celeberrimi Padri Pellegrini, i Pilgrim Fathers puritani, partiti da Plymouth in Gran Bretagna; a loro si fa risalire l’inizio della colonizzazione europea inglese dell’America Settentrionale anche se c’era già stato un insediamento in Virginia. Fatto sta che qui, a partire da questa pietra, si stabilì in pochi mesi da quel rigido dicembre 1620 il primo insediamento stabile sotto il nome poco fantasioso ma comprensibilmente nostalgico di Plymouth, nome che ancora permane.

Il colonnato neoclassico (foto Marco Berchi)

Altro dato storico importante: l’anno successivo, in autunno, quando i coloni erano già riusciti a costruire abitazioni decenti, a stabilire accordi con i nativi e a impiantare le prime coltivazioni, la festa per il primo raccolto e per esprimere gratitudine ai nativi che avevano dato aiuto e consigli divenne la Festa del Ringraziamento; sì, proprio l’attuale più importante giornata festiva degli States, poco amata solo dai tacchini.

A Plimoth Plantation (foto Marco Berchi)

Sono passati quasi 400 anni e potete già segnarvi che nel 2020 da queste parti ci saranno fior di celebrazioni. Ma intanto, tutta questa zona costiera del Massachusetts a poche miglia da Boston è di grandissimo interesse, in qualsiasi periodo dell’anno. È chiaro che l’estate è la stagione migliore — ma anche la più cara — ed è altrettanto chiaro che non pochi punti di interesse sono addirittura chiusi nei mesi invernali. Ma, ad esempio, un giro a Plimoth Plantation, il museo etnografico all’aperto dove figuranti e ambientazioni fanno rivivere il primo insediamento seicentesco, è possibile sempre.

Una spiaggia del Cape Cod National Seashore (foto Marco Berchi)

Cartina del Parco nazionale (foto Marco Berchi)

Un conto è essere coloni provati da una durissima traversata dell’Atlantico in preda allo scorbuto, un conto è essere turisti sbarcati dopo poche ore di volo. La bella scoperta si fa aggirandosi sulle magnifiche spiagge del Cape Cod National Seashore, il parco nazionale che occupa praticamente tutta la costa est dell’“uncino” di Cape Cod. Un’occhiata alla cartina chiarisce molte cose e soprattutto permette di immedesimarsi, di nuovo, nel carico umano della Mayflower, in quegli occhi preoccupati che, nel novembre del 1620, vedevano qui solo grigiore di nubi basse, vento forte, sabbia.

Cartello che illustra l’itinerario della Mayflower (foto Marco Berchi)

Sì, perché il galeone fece due volte avanti e indietro lungo la costa inospitale prima di doppiare il capo su cui oggi è adagiata la cittadina chic di Provincetown e di trovare finalmente un approdo riparato.

Prima di attraversare la grande baia e sbarcare definitivamente nella citata Plymouth, quella che per i coloni fu una affannosa esplorazione del Cape durata settimane, alla ricerca di legname, acqua e selvaggina — con i primi contatti con gli “indiani” — per noi è una affascinante e complessa visita a uno dei siti più belli degli States, tra escursioni di whale watching, pedalate tra dune e zone paludose, visite a piccoli borghi di pescatori, tappe fotografiche ai piedi di affascinanti fari. Il tutto, vivendo alla perfezione la frase di Henry David Thoreau: “Venire qui significa mettersi tutta l’America alle spalle”.

Il faro di Chatham (foto Marco Berchi)

La sabbia delle spiagge è finissima (foto Marco Berchi)

Colori sulle spiagge (foto Marco Berchi)

Naturalmente, trattandosi di un parco nazionale, è d’obbligo la lunga sosta informativa in uno dei due Visitor Center; tenendo presente che solo quello di Salt Pond, più a sud, è aperto tutto l’anno mentre quello di Province Lands lo è solo da metà aprile a metà ottobre. Dai Visitor Center prenderete gli spunti di visita più vicini ai vostri gusti, ovviamente ricordando che siamo in zona marittima e che, soprattutto in estate, quindi prevalgono le attività “acquatiche”. Noi, che abbiamo attraversato tutta l’area in giorni quasi invernali, ci limitiamo a qualche rapido appunto partendo dall’estremo sud del Cape e del parco e procedendo verso nord.

Insegne a Chatham (foto Marco Berchi)

Insegne a Chatham (foto Marco Berchi)

Sostare nel villaggio di Chatham. Chic nei negozietti della sua Main Street, con un bel faro e un buon mercato del pesce.

Sbirciare gli spettacolari cottage e ville lungo la costa a nord di Chatham, poi godersi il panorama da Fort Hill.

Dopo il Visitor Center di Salt Pond andare a Nauset Light Beach per vedere i fari Three Sisters Lighthouses.

Informazioni sull’avvistamento di balene (foto Marco Berchi)

Sostare a lungo tra Marconi Beach e Marconi Station Site poi spostarsi sulla costa occidentale del Cape e visitare la spiaggia di Mayo Beach. Tornare a dirigersi verso nord e prevedere una lunga sosta tra Head of the Meadow Beach e Pilgrim Heights.

Raggiungere infine la punta settentrionale del capo, dove si trova il Visitor Center stagionale di Province Lands e dove è possibile arrivare sino alla magnifica Race Point Beach; il faro di Race Point è uno dei luoghi più suggestivi di Cape Cod.

Molo a Provincetown (foto Marco Berchi)

Il Pilgrim Monument e la copia della Torre del Mangia (foto Marco Berchi)

Da qui si scende poi nella cittadina di Provincetown dove ritroviamo pietre grigie e Padri Pellegrini in forma, per noi italiani, straniante. Provincetown è infatti dominata dal Pilgrim Monument, a sua volta sovrastato da una grigia torre che riprende in tutto e per tutto le forme della senese Torre del Mangia. Vedere per credere…

INFO GENERALI

- www.massvacation.it (in italiano)

- www.visitusaita.org (in italiano)

- www.capecodchamber.org

ARRIVARE

Chi vola dall’Italia agli Usa passando da Dublino, con la compagnia irlandese Aer Lingus scopre una comodità non da poco. La capitale irlandese infatti è l’unico scalo europeo in cui è presente il personale dell’Us Customs and Border Protection, che quindi effettua lo screening e il controllo dei passeggeri esattamente come negli scali americani ma, qui, prima di salire a bordo del volo intercontinentale. Insomma, si sfrutta il tempo della coincidenza per espletare le pratiche di controllo di confine; risultato: sbarcate in una delle destinazioni Aer Lingus negli Usa e andate direttamente al nastro bagagli.

Per quel che riguarda il New England, poi, la compagnia del trifoglio verde offre voli non solo su Boston — ideale per proseguire per Cape Cod — ma anche sulla nuova destinazione di Hartford. La capitale del Connecticut è dotata di un piccolo — paragonato ai grandi hub — ma moderno ed efficiente aeroporto, il Bradley (BDL), che ha scelto di proporsi ai viaggiatori italiani con particolare attenzione. Molto meno congestionato del Logan di Boston, posizionato nel cuore del New England e contemporaneamente a due ore di auto da Boston e da New York, sull’asse della I91 che sale sino al New Hampshire e al Canada, il Bradley offre servizi efficienti, una nuovissima lounge e tutte le principali compagnie di noleggio auto. Noi abbiamo usato Alamo, che ha confermato la qualità del proprio servizio a prezzi molto concorrenziali.

Aer Lingus vola a Dublino da Linate, Malpensa, Roma e Venezia. Il volo da Dublino a Hartford è operato da un B757 e dura circa 6 ore e mezza all’andata e sole 5 ore e un quarto al ritorno. Se si viaggia tra il 1° aprile e il 13 giugno ci sono tariffe particolarmente convenienti.

Lunghi e comodi i trail che costeggiano le spiagge (foto Marco Berchi)

Una stazione di soccorso (foto William DeSousa-Mauk)

VISITARE

I suggerimenti indicati nell’articolo sono solo alcuni tra quelli possibili. Cape Cod e i dintorni sono di solito abbinati a una visita a Boston ma, per evitare delusioni da “troppe cose da vedere”, è bene prevedere tempi di soggiorno adeguati. Per esplorare anche sommariamente il Cape Cod National Seashore servono come minimo due giorni pieni, tre se si decide di visitare con calma i villaggi. L’area è indicatissima per escursioni in bicicletta e presso i Visitor Center si trovano indicazioni e cartine.

Avvisi per i bagnanti (foto Marco Berchi)

Qualche prudenza per le maree e, per i bagnanti, attenzione alle indicazioni di sicurezza: oltre alle numerose foche non mancano gli squali.

Per tutti gli spostamenti è indispensabile avere un auto a noleggio.

Fonte articolo originale

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