Se volete spezzare tra Los Angeles e San Francisco vi conviene prenotare con un bel po’ di anticipo uno degli hotel più famosi della California, il Madonna Inn a San Luis Obispo. Le 110 stanze fanno infatti registrare il pieno in ogni stagione, e un motivo c'è.

La costruzione risale al ’58 quando Alex Madonna (che non ha niente a che vedere con la cantante) e sua moglie Phyllis decisero di abbandonare il lucroso mercato della costruzione di autostrade per dedicarsi a tutt’altro, dando l’avvio a quella che è una classica storia americana. Le prime 12 stanze lasciavano già intravedere l’estro selvaggio della coppia. L’unica linea guida è infatti la creatività: non vi è alcun concept di fondo, tanto che gli architetti chiamati per approntare il progetto vennero allontanati e fu Alex stesso a occuparsene personalmente, lasciando a Phyllis, designer, la cura degli interni.

Richard Neutra, architetto che visitò spesso questo hotel negli ultimi anni della sua vita, disse una volta a Madonna che era palese che quella non fosse opera di un professionista, dal momento che nessun architetto gli avrebbe permesso di costruire "tutti quegli angoli".

Exploring San Luis Obispo\'s Wine Country
George RoseGetty Images
Offbeat Roadside Attractions
Maureen SullivanGetty Images

Dopo un incendio nel 1966 la struttura venne ricostruita in stile Carpenter Gothic e la coppia ottenne una concessione per espandersi. Oltre alle nuove stanze, il Madonna Inn si dotò di gift shop, dining room, coktail lounge e altro. Ma a fare la fortuna dell’hotel, oltre all’insegna rosa che svetta sulla torrida route 101, e all’orinatoio a forma di cascata (opera di Harvey Allen Warren), e al bancone di marmo della Steak House proveniente dall’Hearst Castle, sono le stanze.

The Madonna Inn
Tom MeinholdGetty Images

Un kitsch ragionato, che se al suo apparire stuccò i palati fini (come quelli degli articolisti del New York Times), è ormai un must di ogni vera corsa all’oro californiano. Nonostante l’estro, le stanze sono state infatti arredate senza badare a spazio (4 letti per ognuna) e spese. Nei progetti di Alex c’era innanzitutto la volontà di creare un luogo in cui la gente potesse essere felice, anche se non in linea con la pianificazione economica sul breve periodo. "Un grido di individualità nella natura selvaggia della standardizzazione architettonica" scrive il New York Times. I fatti gli hanno dato ragione.

The Madonna Inn
Getty ImagesGetty Images

Si va dalle atmosfere fiabesche di Cloud 9, con cherubini appesi ai lampadari, alla Safari Room con copriletto maculati e arte africana (foto sopra) fino a quelle conturbanti di Vouz (foto sotto). La più folle è forse Tall&Short appositamente concepita per le coppie ad alto tasso di dislivello di altezza. Le loro atmosfere sono diventate tante iconiche da essere omaggiate in un episodio dei Simpson del 1994, e una signora ha impiegato ben sette anni per girarle tutte. L’hotel Madonna Inn è famoso per creare un senso di appartenenza che porta gli ospiti a legare, per curiosare nelle altre stanze e ritornare nel corso degli anni. Le leggende inevitabili sono state raccolte da Alex, scomparso nel 2004, nel libro Madonna Inn: My Point of View.

image
Courtesy of Madonna Inn

Ogni altra cosa è improntata all’eccesso. Oltre alle stanze, l’hotel dispone di un parco da minigolf, campi da tennis in terra fucsia, una spa con palestra attrezzata, una piscina con tanto di cascata e un ristorante in cui gustare torte che sembrano uscite da un cartone animato.