In Alaska con Mente Nomade

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L’Alaska non è un posto per tutti. Me ne sono accorto dalle facce che facevano le persone che incontravo in giro per il mio paese, alla riposta che davo al loro “Dove te ne vai in vacanza?”, “Alaska”. “Sei serio? Che vai a fare in Alaska? Non c’è nulla lì”.   Ecco, è esattamente di quel nulla che ho bisogno.

In Alaska con Mente Nomade Mente Nomade al suo secondo viaggio in Alaska alla ricerca del Magic Bus.

La prima volta che ho visitato l’Alaska ero da solo, ed era inverno. Trascorsi notti in tenda con temperature che arrivarono anche a -20. Questa volta invece, avevo voglia di vederla in estate.  Per arrivare ad Anchorage abbiamo optato per un comodissimo volo Roma - Francoforte - Seattle - Anchorage. Circa 25 ore di viaggio totale all’andata e lo stesso al ritorno. Massacrante. Ma in alcuni periodi è l’unico modo per arrivarci senza spendere una fortuna. Dopo un paio di notti trascorse ad Anchorage in appartamento per organizzare i nostri zaini e la spesa per le notti in tenda, abbiamo iniziato il nostro cammino verso il centro dell’Alaska.

In Alaska con Mente Nomade Le nuvole si diradano e mostrano la cima del Monte Denali (o McKinley), Alaska.

Alla ricerca del Magic Bus

Il nostro obiettivo iniziale, oltre quello di campeggiare all’interno del Denali National Park, era quello di raggiungere il “Magic Bus”, reso famoso dal film e dal libro “Into the Wild” (se non sapete di cosa sto parlando, vi consiglio vivamente di andarvi ad informare) [è stato rimosso] . Ero già stato lì da solo nel 2016 e morivo dalla voglia di tornarci. Purtroppo però le cose non sono state così semplici.

Già da qualche giorno i miei contatti in Alaska mi avevano informato di piogge molto frequenti e insolite per questo periodo, cosa che avrebbe potuto rendere inaccessibile il sentiero per raggiungere il Magic Bus. Per arrivare lì, infatti, bisogna percorrere un sentiero di circa 30\35 chilometri. Il percorso non presenta particolari dislivelli, ma è necessario guadare due fiumi: uno piccolo e uno molto grande, il Teklanika.

Una volta parcheggiata la nostra macchina in una grande piazzola in mezzo al nulla, alla fine della Stampede Road, abbiamo incontrato alcuni cacciatori di ritorno con il loro quad:

“Siete sicuri di mettervi in marcia? Il sentiero è praticamente sommerso dall’acqua che è caduta in questi giorni. Guardate.” E ci mostrano un video dove il loro quad, nel tentativo di guadare uno dei torrenti che si incontrano lungo la via, viene cappottato dalla violenta forza dall’acqua.

Decidiamo di metterci comunque in cammino.

In Alaska con Mente Nomade I sentieri invasi dai torrenti a causa della piogge, Alaska.

Il sentiero inizia subito a presentare le prime difficoltà: acqua, fango, corrente molto forte in punti dove i fiumi non sono mai esistiti, frutto unicamente della pioggia di quelle ultime settimane. “Sono vent’anni che non vediamo una cosa simile da queste parti”, riecheggia nella mia testa la voce del cacciatore.

Dopo circa 12 chilometri di cammino, con lo zaino sulle spalle e completamente zuppi, arriviamo al primo fiume: la corrente dell’acqua è molto forte, tentando di mettere una gamba in acqua per capirne la violenza, vengo trascinato via in un batter d’occhio. Fortuna che ero legato e tenuto dai miei compagni di viaggio. Qualche minuto di silenzio, tutti capiamo che non è il caso di spingerci oltre, ma nessuno di noi vuole parlare. Poi la decisione di tornare indietro e percorrere altri 12 chilometri nella stessa situazione, per evitare di campeggiare in mezzo ad una palude.

In Alaska con Mente Nomade Due orsi passeggiano indisturbati nel Denali Park, Alaska.

Il Denali National Park

Fortunatamente l’Alaska ha ancora molto da mostrarci. Il giorno dopo abbiamo deciso di riposarci e di trovare sistemazione all’interno del Denali Park. Nonostante il brutto tempo che ha continuato a perseguitarci insieme alla pioggia, abbiamo campeggiato all’interno del parco per tre notti. Un posto pazzesco, probabilmente tra i parchi più belli al mondo.

La gita giornaliera in bus permette di visitare in 12 ore la parte più interna, raggiungibile solo tramite i mezzi di trasporto del parco, ad un prezzo di circa 60 dollari a persona. Sono previste diverse tappe intermedie per visitare i principali luoghi d’interesse e abbiamo avuto l’incredibile fortuna, nonostante il tempo, di vedere lupi, volpi, cervi e persino due simpatici orsi che beatamente camminavano in strada come se nulla fosse.

In Alaska con Mente Nomade È possibile visitare il Denali Park con bus che vi porteranno nell'interno, Alaska.

La ciliegina sulla torta, sulla strada del ritorno, sono state le nuvole che, come per magia, si sono aperte sulla cima del Monte Denali (o McKinley) offrendoci una vista pazzesca che non ero riuscito a concedermi alla mia prima permanenza in Alaska.  Per concludere il nostro viaggio, prima di rientrare ad Anchorage, abbiamo deciso di fare una piccola sosta al Matanuska Glacier, a circa 80 chilometri dalla città: uno dei ghiacciai più grandi del mondo che, nonostante il prezzo d’entrata (di circa 30 dollari a persona) e l’evidente scioglimento dei ghiacciai dovuto al surriscaldamento globale, merita una visita.

Come dicevo all’inizio, l’Alaska non è per tutti. Se si decide di volare fino qui, spingendosi in uno dei luoghi più remoti di questa stupenda terra, bisogna partire con l’idea che non sarà un semplice viaggio. Si potranno incontrare delle difficoltà, potranno esserci degli intoppi che vi costringeranno a modificare il vostro itinerario e il vostro cammino. L’importante è tenere duro e andare avanti, sempre e comunque, e inebriare i vostri occhi e la vostra anima con tutto ciò che questo splendido paese potrà offrirvi.

Edoardo Del Mastro è un viaggiatore, un padre, un avventuriero. Potete seguire i suoi viaggi qui.

Fonte articolo originale

Guida Alaska

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