Viaggio in America del Nord (On The Road)
Il fotografo e scrittore americano Tag Christof è partito tre anni fa per un viaggio on the road che lo ha portato a visitare 49 dei 50 Stati USA. Dal viaggio è nato un progetto, America is Dead, che mette in mostra la vera natura di alcuni tra i luoghi più remoti e solitari (ma terribilmente affascinanti) del Paese
È il viaggio on the road che (quasi) tutti noi vorremmo fare. Anzi di più: perché quello che il giovane fotografo e scrittore americano Tag Christof ha iniziato tre anni fa non è un semplice «Coast to Coast» ma uno «State to State». A bordo di una Buick del 1979, con una Leica M6 a tracolla, si è avventurato in un road tour che lo ha portato a percorrere più di 200.000 miglia (quasi 322mila km)e a fare tappa in 49 dei 50 Stati americani. Tutti tranne uno, l’Alaska, che Christof ha intenzione di visitare quest’anno.
Dal viaggio, tutt’ora in corso, è nato un progetto fotografico ongoing chiamato America is dead. Un titolo provocatorio, che nasconde un intento artistico potente: scovare la bellezza in quei luoghi – gli Stati rurali del profondo Sud o la Rust Belt, la “cintura rugginosa” nel nord-est degli USA, formata da Stati come la Pennsylvania, il Michigan e l’Ohio – dove sembra non essercene mai stata, e dove il decadimento urbano e la mancanza di futuro per la working class hanno acceso la miccia della protesta politica.

Così, i motel ai margini delle highways, i centri commerciali abbandonati, le infinite strade bruciate dal sole e l’American lifestyle nel suo insieme sono diventati il cuore pulsante di questo progetto, che oltre ad essere un viaggio alla scoperta dell’identità profonda del proprio Paese è anche un lungo cammino alla scoperta di se stessi.
Prova a meditare sul sentiero, devi solo camminare fissando la strada sotto i piedi senza guardarti intorno e così cadi in trance mentre la terra scorre sotto di te
Jack Kerouac
Nonostante la scelta di concentrarsi su luoghi desolati, l’America resta secondo Christof un Paese in continuo cambiamento, in grado di risorgere dalle sue ceneri. «Città come Memphis, nel Tennessee, o Richmond, nello Stato del Virginia, in una manciata di anni si sono trasformate da luoghi semi-abbandonati a città vivibili e cosmopolite» ci ha raccontato l’autore. «Allo stesso tempo, decine e decine di downtowns cittadine sono rinate. Ciò non toglie che il divario tra le zone metropolitane e quelle periferiche resti enorme. Basta partire dalle principali città di Stati come il New Mexico, la California e dalla stessa New York, per ritrovarsi mezzora dopo in suburbs abbandonate e decadenti».
Una contraddizione grande come l’America stessa, che però è anche uno dei suoi punti di forza. Quantomeno lo è per una buona fetta di viaggiatori on the road, affascinati dai luoghi della subcultura americana che cinema e letteratura hanno contribuito a consacrare nell’immaginario collettivo, rendendoli ogni anno meta di turisti da tutto il mondo.
Indicazioni utili per il vostro viaggio on the roadMotel e boutique hotel (scelti da Tag Christof)
Koolwink Motel – Romney, West Virginia
Un motel a conduzione familiare da oltre 70 anni, ammobiliato con uno stile che mescola moderno e retrò. Apprezzato per la pulizia e la cordialità del personale.
Deer Mountain Inn – Tannersville
A Tannersville, un villaggio nella Greene County di New York, alle pendici dei Monti Catskill, spunta questo bel cottage immerso nel verde, il luogo ideale per ricaricare le pile durante il viaggio.
Quirk Hotel – Richmond, Virginia
Praticamente in ogni città americana si possono trovare dei boutique hotel, ma il Quirk si distingue perché riesce ad essere minimalista senza scadere troppo nell’hipster style. Richmond poi, grazie alla vicinanza con il mare, ha una delle migliori cucine di pesce dell’intera America.
I libri da portare con voi
Motel Voyeur di Gay Telese. Un romanzo da poco dato alle stampe, ispirato a una storia vera: quella di Gerald Foos, il gestore di un motel (anche questo visitato da Christof) ad Aurora, nel Colorado, che negli anni Sessanta diede libero sfogo alle sue tendenze voyeuristiche spiando segretamente i propri ospiti.
Sulla strada di Jack Kerouac. Il libro più bello di Kerouac. Un inno alla giovinezza e alla libertà.
Viaggio con Charley di John Steinbeck. Nel 1960 Steinbeck decise che voleva riappropiarsi della sua ispirazione di romanziere. Accompagnato dal barboncino Charley percorse 10 mila miglia in 38 stati del Paese a bordo di un camper soprannominato Ronzinante (il nome del cavall0 di Don Chisciotte).
La colonna sonora
Highway 61 Revisited di Bob Dylan
Born in the U.S.A. di Bruce Springsteen
Bookends di Simon and Garfunkel
Le strade da percorrere
California State Route 1
È la celebre Pacific Coast Highway, che si estende da Leggett, a nord di San Francisco, fino a Dana Point. È lunga poco più di mille chilometri, la stessa lunghezza che c’è da Taranto a Milano.
Route 66
La più famosa delle highways americane: in origine si allungava per 2,451 miglia da Chicago a Santa Monica fino a quando, nel 1985, venne rimpiazzata dallo Interstate Highway System. Oggi è chiamata Historic Route 66 e può essere ancora in buona parte percorsa. Per controllare quali sono le intersezioni aperte, date un’occhiata a questo sito.
Highway 61
La US Route 61 collega New Orleans e la città di Wyoming, in Minnesota. Ha diversi soprannomi: la «strada del grande fiume» (Great River Road), perché segue il corso del fiume Mississippi, o la «Blues Highway» perché attraversa gli Stati considerati la patria di questo genere musicale.

Come spostarsi
Se volete viaggiare in moto, uno dei siti di riferimento è Ride free, che offre tour guidati sulla Route 66 e sulla California State Route 1.
Se volete noleggiare una macchina giusta per lo stile del viaggio, provate con 66rentacar.com o autodriveaway.com. Le disponibilità variano a seconda del tipo di macchine e della stagione. Se non volete guidare, la Grand American Adventures, parte del gruppo TUI, organizza viaggi di gruppo in autobus.
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