Hotel di New York, sauna finlandese o bento box giapponese?

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Il nuovo hotel Sister City di Manhattan è la combinazione perfetta tra design nordico e japan style. All'insegna dell "less but better"

A ridosso della design week di New York apre i battenti il nuovo hotel Sister City di Manhattan, l’albergo che, in previsione dell'opening primaverile, aveva aperto le prenotazioni già a settembre 2018. L’elemento che salta subito agli occhi, e che caratterizza l'interior design firmato da Atelier Ace, collettivo di designer in-house del gruppo Sister City, è la combinazione (vincente) di design scandinavo e influenze asiatiche.

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Adrian Gaut

Il nuovo hotel di New York è situato al numero 225 di Bowery Street, a Manhattan, vicino al New Museum, l'iconica architettura total white progettata da SANAA. L’albergo vanta due diversi ingressi: uno proprio sulla cosidetta The Bowery e l’altro in Rivington Street, via laterale che, attraverso un giardino privato, funge da filtro tra la quiete degli interni e il movimento cittadino.

Progettato come un'oasi di tranquillità, Sister City è un interessante esercizio di stile che interpreta e sovrappone due scuole di pensiero che si contraddistinguono per chiarezza formale e ideologia minimalista: il nordic design e il japanese style. Il binomio, tema di grande attualità, è alla base del concept elaborato da Atelier Ace. Tra le dichiarazioni rilasciate dal gruppo spiccano descrizioni come la ricerca della "perfezione funzionale delle saune finlandesi", rievocata negli ambienti del piano terra, e una progettazione delle camere da letto ispirata alle "scatole bento giapponesi".

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Adrian Gaut

Il ristorante del Sister City, Florent, è stato affidato allo chef Joe Ogrodnek, già alla guida del rinomato Battersby, a Brooklyn, e diretto dall\'Executive Chef Andrew Whitcomb. Per la sua apertura bisognerà aspettare l’estate 2019, ma anche questo spazio, come tutto il piano terra, sarà caratterizzato dall’uso del legno di betulla.

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Adrian Gaut

Lo stesso legno, apprezzato per le venature morbide color miele, riveste l\'imbotte degli archi della hall e, sotto forma di doghe, assume le sembianze di quinte trasparenti dall’effetto vedo-non-vedo. La betulla è anche il materiale scelto per la serie di scrivanie a disposizione degli ospiti.

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Adrian Gaut

Il pavimento a terrazzo bianco e nero gioca sull’alternanza di mattonelle diverse che conferiscono dinamismo e movimento agli ambienti dell\'ingresso. Bella l\'idea di alternare arredi appartenenti al secolo scorso, mixati tra loro.

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Adrian Gaut

Per le 200 camere dell’hotel, Atelier Ace ha immaginato soluzioni tailor made rese speciali da una serie di arredi su misura realizzati in legno di ciliegio importato dall’Italia. Con una metratura che varia dai 12 a 24 mq, i diversi layout delle stanze - che presentano ingegnose soluzioni salvaspazio - sono stati pensati per ottimizzare la superficie a disposizione.

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Adrian Gaut

Salendo all’undicesimo piano si arriva al bar, chiamato Last Night, che conduce al rooftop dell’edificio, un ritrovo informale reso unico dalla vista mozzafiato sulla città diviso in due zone: quella del bancone, con snelli sgabelli rivestiti in tessuto, e quella dei tavoli, caratterizzata da panche dallo schienale alto, in perfetto stile diner americano.

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Adrian Gaut

“Siamo stati ispirati dalla filosofia del less, but better” raccontano da Atelier Ace. “Ci siamo chiesti cosa fosse necessario per il viaggiatore di oggi e abbiamo scelto di togliere l\'eccesso e il superfluo, considerando soprattutto il carattere estetico e il legame con i bisogni moderni. Il risultato: un nuovo prototipo di ospitalità dove efficienza e bellezza si uniscono.”

www.sistercitynyc.com

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