Estate: vacanze negli Stati Uniti sempre più difficili
Si dimezzano i voli tra Italia e Usa. Ecco le compagnie che hanno sospeso i collegamenti
Viaggiare negli Stati Uniti dall’Italia diventa ancora più complesso: in attesa di sapere se e quando potremo tornare a viaggiare, si moltiplicano le compagnie aeree che sospendono i collegamenti tra i due Paesi.
United Airlines, reduce da una perdita di due milioni di dollari per via dello stop ai viaggi, ha appena sospeso i suoi voli dall’Italia per tutta la stagione estiva: fino al 23 ottobre non opererà le tratte da New York a Roma e Milano Malpensa. Quest’estate non ci sarà nemmeno l’unico diretto Milano-Milano di American Airlines: fino al 25 ottobre la compagnia mette a terra tutti gli aerei che garantivano collegamenti diretti da Milano Malpensa, Roma e Venezia verso gli Stati Uniti.
Alitalia ha cancellato i voli Roma-New York fino 31 maggio e per il dopo ancora non si sa. Dopo aver rimpatriato migliaia di connazionali, e aver sospeso gli altri voli verso gli Usa – diretti a Boston, Washington, Miami e Los Angeles – la compagnia così ha rinunciato all’unica rotta intercontinentale rimasta dopo l’inizio dell’emergenza sanitaria. La Roma-New York per Alitalia vale un milione di passeggeri l’anno, è una delle più remunerative, ma sui diciotto voli operati sulla tratta tra il 20 e il 30 aprile Alitalia ha trasportato solo 580 passeggeri, appena 32 a volo, con un tasso di riempimento del 12 per cento rispetto ai 4.675 posti offerti. La decisione, perciò, oltre che necessaria per tutelare il personale in sosta nella città americana (che è la più colpita dal Covid-19) è stata – scrive Alitalia in una nota – «economicamente inevitabile».
Riprende invece il primo luglio la rotta Milano-New York di Emirates (che ha ripreso a viaggiare su alcune tratte sperimentando test sierologici su personale di bordo e passeggeri).
Una conseguenza inevitabile: con lo stop ai viaggi non necessari imposti da diversi Paesi, e il blocco di Schengen ai cittadini provenienti da Paesi extracomunitari, gli aerei sono vuoti e le compagnie in ginocchio. La Iata (Associazione Internazionale del Trasporto Aereo) stima una perdita di 89 miliardi di dollari, con una domanda passeggeri in calo del 55% rispetto al 2019 che si tradurrà in una perdita di 6.7 milioni di posti di lavoro.
