Che cosa fare tre giorni a San Francisco

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A volte a San Francisco c'è una nebbia che nemmeno a Milano negli anni Sessanta. Altre fa così caldo che la baia si riempie di imbarcazioni di gente che cerca refrigerio lontano dal cemento. Altre ancora fa freddo e caldo nella stessa giornata. A San Francisco le vie dello shopping di lusso intorno a Union Square sono a due passi dalle strade piene di senzatetto di Tenderloin. Piace a tutti, ma lascia perplessi la maggior parte dei viaggiatori. È geograficamente, urbanisticamente e antropologicamente unica. In un viaggio in California è imprescindibile. Ecco qualche consiglio per decidere cosa fare e per conoscerla almeno un po' in tre giorni.
Guardando la mappa di San Francisco le distanze non sembrano tutto sommato così importanti e, come a New York, basta spesso contare gli isolati per orientarsi. Però la città californiana è fatta di colline e, a volte, un isolato può trasformarsi in una scalata (con conseguente discesa che mette a dura prova la stabilità delle ginocchia). Certo, ci sono i mitici tram, il sistema di metropolitane Bart e i localissimi Uber, ma bisogna comunque fare delle scelte e decidere cosa fare.
Primo giorno
Chinatown, North Beach, Fisherman's Wharf
Usando Union Square come punto di partenza vale la pena inerpicarsi verso la mitica Chinatown (sì, quella del grosso guaio), la più grande comunità di cinesi degli Stati Uniti. Difficile resistere al richiamo delle decine di negozi di souvenir e paccottiglia, ma è meglio proseguire per raggiungere la confinante North Beach, nota anche come Little Italy. Qui la Beat Generation è nata, cresciuta e ha conquistato il mondo. Da non perdere un salto alla libreria City Lights fondata dal poeta Lawrence Ferlinghetti e punto di ritrovo di intellettuali dagli anni Cinquanta. Un altro sforzo e si arriva sotto alla Coit Tower, uno dei simboli della città. Hitchcock l'ha usata in moltissime scene del film La donna che visse due volte, ma salire fino a toccarne la base implica un ulteriore sforzo, ripagato con un meraviglioso panorama. E dopo tutto questo scarpinare si scende fino al Fisherman's Wharf, l'imbarcadero/centro commerciale/area di svago con le foche a prendere il sole e decine di punti di ristoro dove azzannare almeno un lobster roll (il panino con l'astice). In una bella giornata di sole vale la pena prendere il traghetto per fare un tour nella baia con sosta e visita ad Alcatraz, l'ex isola carcere dalla quale tutti volevano fuggire ma quasi nessuno ci è riuscito. Oggi è un'oasi per volatili, ornitologi, e appassionati di storie truci. Tornando indietro ci sono altre due colline Nob Hill e Russian Hill da scalare. Qui si trovano altri due emblemi di San Francisco: Lombard Street, la strada tutta curve e fiori, e Macondray Lane, protagonista, grazie allo scrittore Armisted Maupin, di Tales of the City che è anche diventata una serie tv di successo.
Secondo giorno
Tenderloin, Mission, Castro, Haight Ashbury
Anche in questo caso il punto di partenza è Union Square, ma se il primo giorno si viaggia nella San Francisco dell'eleganza architettonica e della storia, qui si capisce anche il fascino alternativo della città. A cominciare da Tenderloin: se ci finite per sbaglio lo riconoscete per la quantità di homeless per metro quadrato. Calma e sangue freddo, è comunque una zona che merita, soprattutto perché ospita bellissime palazzine storiche, gallerie alternative e molti locali notturni. Se vi sentite comunque a disagio basta dirigersi verso il SfMoma (sfmoma.org), il museo d'arte moderna recentemente ampliato che conserva una delle collezioni d'arte moderna e contemporanea più importanti del Paese, nonché mostre temporanee da non perdere (fino al 2 settembre una retrospettiva ricchissima su Andy Warhol e il bellissimo lavoro di JR, nella hall quindi gratuito, The Chronicles of San Francisco, un murales animato davvero straordinario).
Dopo un caffè al bar del quinto piano, vale la pena proseguire fino al Mission District. Tra Valencia e Mission Street è un costante alternarsi di ristoranti, showroom di design, librerie, murales e qualche vecchio magazzino abbandonato (anche qui ci sono homeless, ma tutto sommato si procede sereni). Manca poco per arrivare ai due quartieri più “trasgressivi della città”. Primo fra tutti Castro, sinonimo di cultura LGBTQ con una gamma di negozi e locali tra il trasgressivo e l'autoironico dove guardare oltre molte barriere culturali. Alzate gli occhi dal marciapiede ogni tanto perché le insegne sono spesso vintage originali di rara bellezza.
E ci si tuffa un po' nel passato anche a Haight-Asbury, l'incrocio di due strade protagoniste della controcultura nella Summer of Love di 50 anni fa, dove leggende del rock e figli dei fiori hanno creato un mito oggi un po' appannato e gentrificato, ma ancora affascinante. Poco distante si trova il Golden Gate Park, uno dei polmoni verdi della città che ospita anche due musei molto belli: il De Young Museum (deyoung.famsf.org) dedicato ad arte e storia in un'architettura di Herzog & de Meuron, e la California Academy of Sciences (calacademy.org; progetto di Renzo Piano) dove si impara, ci si diverte e si sperimenta anche una scossa di terremoto (l'ansia del Big One è sempre alta a San Francisco).
Terzo giorno
Presidio, Golden Gate Bridge, Sausalito
Dopo tanto camminare su e giù per le colline della città, vale la pena dedicare una giornata a una gita non troppo fuori porta. Già perché in tutto questo non ci si può dimenticare di andare a vedere da vicino il simbolo assoluto di San Francisco: il Golden Gate Bridge. L'ideale è raggiungere la zona di Presidio e poi attraversarlo con qualsiasi mezzo, a piedi, in macchina o in bici. Quest'ultima è la soluzione che regala maggiori soddisfazioni, anche se un po' si suda. Noleggiata la bici nella zona del Marina District (da blazingsaddles.com), basta seguire la ciclabile lungo la baia e, dopo un paio di salite impegnative ma fattibili (anche a spinta), ci si ritrova sull'arcata del ponte. Chi soffre di vertigini è meglio non guardi in giù, ma il panorama su San Francisco è unico, nebbia permettendo. Ancora un piccolo sforzo e si arriva nella graziosa cittadina di Sausalito dove regalarsi un meritato pranzo a base di pesce o rilassarsi prendendo il sole (molto più frequente da questa parte della baia). Con nessun pensiero sul ritorno: grazie al ferry si rientra al punto di partenza in meno di mezz'ora.
Arrivare:
Comodi, economici e diretti da Milano Malpensa i voli di AirItaly che, da aprile, collegano sia Los Angeles sia San Francisco, senza scali intermedi, quattro volte la settimana. Inoltre, via Malpensa, con le comode connessioni nazionali Air Italy  è possibile raggiungere le due città californiane anche da Roma, Napoli, Lamezia Terme, Catania, Palermo, Cagliari e Olbia.
Dormire:
San Francisco non è una città economica, ma tra le offerte migliori e più comode per gli spostamenti segnaliamo quelle dell'hotel Cova. Una valida alternativa è dormire nella città di fronte, Oakland, collegata a San Francisco dalla metro Bart e dai ferry (entrambi meno di 20 minuti).
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