Accendi il cellulare e ascolta le dieci città Usa che hanno fatto la storia della musica

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Da Austin a West Hollywood, dalla chitarra blues di Stevie RayVaughan ai ritmi cubani a Miami, fino alle memorie di Sinatra a Las Vegas: gli itinerari suggeriti da una nuova App

Austin, sulle rive di una Fender Stratocaster

Avete mai sognato di girare l’America in auto, magari ascoltando le hit che hanno segnato ottant’anni di storia a stelle e strisce? Più che «On the road» è un viaggio «on the hear», ma il risultato non cambia: libri, film, canzoni, ed oggi perfino una App; è questa l’ultima evocativa idea per viaggiare con la mente e con le orecchie attraverso «dieci località leggendarie degli Stati Uniti» che hanno fatto la storia della musica. Organizzata da «Visit The Usa», la nuova campagna promozionale «Hear the music» è già scaricabile anche dalla App «GoUSA TV». Musicisti, locali e sale di registrazione a portata di mano (e disponibile sia per dispositivi iOS sia Android), raccontati in rigoroso ordine alfabetico. Da Austin a West Hollywood. Partiamo allora da A come Austin, dove esattamente 22 anni fa, Stevie RayVaughan, il mitico bluesman con la Fender Stratocaster fatta a sua immagine e somiglianza, incantava, insieme ai suoi Double Trouble, i compaesani della cittadina texana. Dell’erede di Hendrix, oggi resta una splendida statua lungo il fiume Colorado. E se a qualcuno venisse voglia di seguirne le tracce musicali, non c’è che l’imbarazzo della scelta tra i quasi 300 locali di Austin. Dal Continental Club ci passò di sicuro, e lo ricordano, all’interno, le foto. Nel Continental, con più di sessant’anni di vita alle spalle, ieri come oggi, Dale Watson and his Lone Stars si esibiscono puntuali ogni lunedì sera. Per bere un’ottima birra ghiacciata, o ballare indossando cappellone e stivaloni da cowboy, il Ginny’s Little Longhorn e il White Horse sono i posti giusti, muovendo i primi passi del «Country two-step».

Chicago, «My Kind of Town»

B come il lato B di un 45 giri del 1957. Anche se, la lettera scelta per continuare questo «Visit the Usa» attraverso le città della musica, sarebbe la «C» di Chicago, a cui è dedicata l’omonima canzone incisa sul lato B di «All The Way», nel 1957, appunto. Chi la cantava? Frank Sinatra, che col blues — la carta d’identità musicale della capitale dell’Illinois — aveva poco a che fare, ma, come dire, da «Blue eyes» al Blues il passo è breve.

A proposito, per capire davvero cosa rappresenta il blues a Chicago, il prossimo anno aprirà i battenti, “Chicago Blues Experience”. Nel frattempo, lo si può sempre ascoltare dal vivo al Blue Chicago o al Buddy Guy’s Legends. Senza dimenticarci dell’importanza del ragtime, e del jazz, che ruotano intorno al blues, come è raccontato nell’esposizione, “BronzevilleEchoes: Faces and Places of Chicago’s African American Music”, in programma fino al 28 luglio.

Fiato ai motori: benvenuti a Detroit

Sessant’anni e sentirli. Tutti. Perché parliamo dei primi 60 anni di Motown, l’etichetta discografica simbolo di un genere musicale. Con protagonisti del calibro di Temptations, Diana Ross e The Supremes, Sì, ci sarebbe anche Michael Jackson, piccolino e con i Jackson Five. Musica e motori nella città delle auto: Detroit, nel Michigan, chiamata anche «Motor City», dove, oltre agli Anni Sessanta di Motown (la cui storia è raccontata nell’omonimo museo) le sette note hanno risuonato seguendo la Techno, alla quale è dedicato il «Movemente festival», il 26 e 27 maggio prossimi. Non ci sarete? Non importa: gustatevi pure la Techno al «The Masonic», il tempio massonico più grande al mondo. Tra musica ed architettura.

Mississippi Soul and Jackson

Non si vive di solo Blues. Parola di Soul, l’anima di Jackson City , sulle sponde del Mississippi. Però l’anima ha bisogno di sostenersi. Forse è per questo che al «Frank Jones Club», dove si suona soul rigorosamente dal vivo, si mangia fino alle quattro del mattino. Per i più spirituali , le tracce del Soul portano fino al «Blue Front Cafe», a Bentonia. E che si tratti di un viaggio mistico lo si scopre (se si è fortunati) incontrando quel vecchietto seduto in veranda, davanti al locale. E’ il proprietario del Blue Front Cafe, si chiama Jimmy «Duck» Holmes, ed è una leggenda della musica blues, soul, o della musica e basta. Molti degli artisti emergenti hanno imparato a suonare nella sua scuola di musica. Riconoscerne il tocco è un’altra esperienza divertente: basta tornare a Jackson ed entrare nei coffee shop e nei bar del quartiere di Fondren.

Nevada: a Las Vegas con Celine

Eccoci nella Cattedrale della musica (e soprattutto del gioco) nel deserto. Se sia nato prima il deserto o Las Vegas non lo sappiamo. Di sicuro, la patria della vita notturna si ripete sempre uguale nei suoi appuntamenti. Volete ascoltare Celine Dion esibirsi in una canzone dietro l’altra al Caesars Palace? C’è. Sempre. Immancabilmente. Ma se al Pop preferite ballare al ritmo dei più grandi dj, eccovi serviti: con Calvin Harris e David Guetta pronti a scatenarsi a bordo piscina. La storia insegna che l’appetito vien mangiando. Magari proprio al Golden Steersteakhouse, dove Sinatra, tra un concerto e l’altro, si faceva riservare sempre lo stesso tavolo. Beato lui.

Miami tra salsa e rumba

Salsa, spiaggia e samba. Non siamo in Brasile ma a Miami, in Florida. Roba per ballerini nottambuli, da incrociare in un locale storico come il «Little Havana’s Ball & Chain», regno dei migliori dj e di un fantastico mojito. Qui, molti ma molti anni fa, eroi del jazz come Count Basie e Billie Holliday hanno fatto la storia. Ci si sposta in direzione di Hoy Como Ayer, e man mano che ci si avvicina, rumba, salsa e soul sembrano fuoriuscire da ogni angolo della strada. Stanchi del solito motivetto? Il «Churchill’s Pub» è la location giusta per sconfinare nel rock. Perché, quando ci vuole, ci vuole.

Minneapolis: sulle tracce del piccolo Prince

C’era una volta (e ci sarà per sempre) il Piccolo Prince di Minneapolis, nel cuore del Minnesota. «Looking for Prince» vuol dire segnarsi questo indirizzo: Paisley Park ovvero, 65 mila metri quadrati di casa d’artista, da visitare su prenotazione, e con tanto di nightclub e studi di registrazione. Ma il tour intorno all’universo Prince, non sarebbe completo senza una emozionante sosta al Minnesota History Center dove, dal prossimo 4 maggio, apre i battenti la mostra, «First Avenue: Stories of Minnesota’s Mainroom». First Avenue è la celebre ex discoteca costruita all’interno del terminal degli autobus di Greyhound, Cosa c’entra con Prince? Qui, Prince Rogers Nelson ha registrato, nel 1984, «Purple Rain»: l’abito esposto in mostra, per esempio, è proprio quello che aveva Prince nel corso della registrazione dell’album.

New Orleans, la città del jazz

Ottoni che risuonano dai locali, dai pub. E poi, bande colorate e improvvisate su e giù per la città. Benvenuti nella patria del jazz, a New Orleans, dove il jazz è nato. Una infarinatura completa di che cosa sia il jazz è possibile farsela entrando nel «New Orleans Jazz Museum» (con lezioni musicali e distensivi momenti di Yoga). Ma immergersi nelle note della musica afro-americana vuol dire anche bersi un Cuba Libre o il tipico Hurricane da Spotted Cat Musica Club. Come da sito: «La quintessenza del jazz club»

Bluegrass ad Owensboro

E’ il bello dell’America. Quando pensi di conoscerla tutta, è pronta sempre a stupirti. Vedi Owensboro, per esempio, poco meno di 60 mila abitanti, e capitale del Bluegrass, quel genere musicale portato negli States da irlandesi, scozzesi e inglesi. E giunta fin qui, nel Kentucky, dove ormai è «Uno stile di vita, un modo d’essere»: giurano e ripetono in coro The Wooks, tra le band più conosciute della zona. Guai a separarli dai loro banjos, violini e mandolini. Soprattutto in occasione del Romp Festival, in programma dal 26 al 29 giugno. Infine, per tutti coloro che sono a digiuno di Bluegrass, si consigli una puntatina nella «Bluegrass Music Hall of Fame & Museum», la casa di Bill Monroe, il padre del Bluegrass, cresciuto a Rosine, frazione di Owensboro.

Sognando (e suonando) West Hollywood

Non si vive di sola Hollywood. Ma anche di West Hollywood, il quartiere nel quale hanno abitato alcune delle più grandi star della musica. A metà tra lo sport e la passione della musica, il tour «Rock ‘N Walk & Jogging», organizzato da Jon D’Amico, una ex rock star residente a Sunset Strip, è un ottimo modo per familiarizzare con i locali e le case delle star. Chiedete tutto alla speciale guida, e lui vi risponderà, per esempio, che quel locale alla vostra destra è il «Troubadour», dove Elton John ha iniziato a farsi conoscere. Così come «Whiskey A Go Go» è stato il locale che ospitato i Doors, Janis Joplin e i Led Zeppelin. E’ il fascino della Sunset Strip, con il Andaz West Hollywood, l’hotel dei musicisti rock da leggenda.

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