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Inviato: Sab Nov 03, 2007 2:15 pm Oggetto: Domani parte la Maratona! |
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La Maratona di New York compira` 38 anni domenica prossima. Veleggia verso le 40 primavere con un tale vento in poppa da poter regatare in Coppa America. Invecchiando aumenta il volume degli affari rivelandosi una cornucopia senza fondo, un pozzo di San Patrizio all’americana.
I previsti 40.000 podisti che daranno colore, rumore e dollari agli organizzatori sono la fonte primaria ma non la sola di un business che con i pettorali a costi sempre piu` stellari, gli ultimi stranieri che l’hanno chiesto hanno sborsato quasi 350 euro, la quota 2007 era di 270 euro, pagando con le vecchie lire dovevi tirare fuori oltre mezzo milione. Altro che pettorale d’oro!
Pensare che la prima edizione del 1970, ideata da Ted Corbett e Harry Murphy fu un vero floppy. A parte la limitata fantasia dei tracciatori che limitarono il percorso all’interno del Central Park, si iscrissero in 127 e non ci partecipo` nessuna donna. Vinse Gary Muhrcke in 2.31’38”, il crono peggiore tra i vincitori. Fino al 1975 la situazione resto` stagnante, il colpo d’ala lo impresse Fred Lebove, che di maratone ne sapeva e la corse diverse volte. Prese la situazione in mano cambiando la strategia e l’anima della corsa. Capi` che doveva diventare il simbolo cittadino in contrapposizione alla quotidianita` anonima, rutilante ma meccanica e computerizzata. Per un giorno New York passava la mano alla gente comune, da conoscere a piedi, di corsa.
Inizialmente e` stato cosi`, ma gia` negli anni ’80 la metamorfosi toccava punte di partecipazione internazionale da proiettarla ben oltre una manifestazione cittadina. Lebov, deceduto nel ’94 per un tumore, ha saputo interpretare l’anima di questo appuntamento facendola decollare ben oltre i confini nazionali. La tentazione di conoscere la “grande mela” da sempre una sirena stuzzicante per la diversita` da qualsiasi altra metropoli, il suoi grattacieli storici, le street e le avenue, i negozi e cento altre attrazioni, fanno da catalizzatore per gli europei, da sempre lo zoccolo duro degli stranieri presenti. In questa edizione nelle prime venti nazioni ospiti quelle europee sono quattordici, il 70%. Dopo gli inglesi (3.342), ci sono gli italiani (3.148), a seguire la Francia (2.913), Germania (2.657), Olanda (1.879), Canada (800), Svizzera (632), Messico (575); Irlanda (458), Svezia (432), Spagna (424), Giappone (382), Danimarca (299), Venezuela (299), Brasile (275), Norvegia (228), Austria (222), Belgio (208), Finlandia (158) e Australia (152). La punta di una montagna, che comprende oltre 150 nazioni presenti. Se poi contiamo l’indotto il conto sale vertiginosamente e non e` possibile quantificare con precisione cosa muove questa maratona, che resta la piu` appetibile del mondo. La stima piu` approssimativa fissa ad oltre 200.000.000 di dollari l’impatto economico.
Il costo esorbitante dei pettorali, schizzati da un anno all’altro a quasi il doppio, era nei piani organizzativi. Ogni anno arrivano quasi 100.000 richieste di iscrizioni, ma la macchina organizzativa sa che il limite dei 40.000 e` invalicabile per problemi fisici, oltre che logistici. Oltre quei numeri, il rischio dell’intasamento diventa una realta` troppo pericolo per correrlo. Il ragionamento degli attuali responsabili e` semplice. Basta che un quarto accetti la situazione e noi evitiamo qualsiasi pericolo. Oltre tutto e` stato studiato un meccanismo di incredibile funzionalita`, per l’assegnazione dei quantitativi. Rigorosamente contingentati nazione per nazione, non solo. Solo le agenzie a contratto in esclusiva con la ING N.Y. hanno diritto al prelievo. In Italia ora sono cinque. Il pioniere e` stato Antonio Baldisserotto titolare di Terramia con sede a Ferrara che allesti` il primo viaggio nel 1980. Praticamente impossibile acquistarne il pettorale da privato.
Su tale fronte la Ing N.Y. introita quasi 8 milioni di dollari. Altro introito importante deriva dagli sponsor che fanno la fila per entrare in questo business infinito. Sulle storie in proposito si potrebbe scrivere un romanzo. I dolcificanti sono da sempre una presenza indispensabile, vengono distribuiti a tutti i partecipanti, chi entra nel giro alza i picchi di vendite a livelli assoluti. In passato la guerra sotterranea per avere l’esclusiva, mise in mezzo senatori e presidenti USA, da Ted Kennedy a Jimmy Carter a Clinton, legati a lobby e pressioni politiche incredibili. Anche questa e` la maratona di New York, lontana dallo spirito del podista, che comunque muove il motore di questa manifestazione che da 38 anni si ripete e si rinnova.
Questa macchina che per un giorno consegna la citta` ai podisti, arrivando a cambiare gli itinerari dei mezzi pubblici, creando un cordone sanitario attorno alla citta` si avvale di un grande numero di volontari, che sono 12.000 ufficiali, ma anche gli spettatori fanno parte delle spettacolo, col supporto dell’incitamento ma anche con iniziative varie, dai concertini musicali alla distribuzione di rifornimenti vari. Mediamente sono piu` di 2 milioni coloro che seguono la corsa lungo il percorso, difficile trovare spazi vuoti. Tutte le tivu` seguono la gara e il riscontro supera i 320 milioni di spettatori. Numeri unici, neppure Londra e Berlino che stanno volando in Europa, come Parigi, possono pensare di imitarla.
I rifornimenti hanno numeri che fanno riflettere: 150.000 mele, 100.000 bottigliette d’acqua, 1.600.000 bicchieri usati per integratori e sali minerali. Anche a cerotti non si scherza, se ne consumano 40.000.
Per prelevare gli indumenti dei partecipanti a State Island, dove e` fissata la partenza, il piu` piccolo dei cinque distretti che si congiunge sulla terra ferma col Verrazzano Bridge, vengono impiegati 80 Tir. Dopo aver attraversato la citta` si infilano nel Central Park, pronti alla riconsegna.
I media presenti sono circa 3000, quasi 3 milioni i lettori del New York Times il lunedi` successivo alla gara, che riporta la classifica. Qualcosa come 43 milioni i visitatori del sito della maratona: www.ingnymarathon,org L’aspetto della solidarieta` non e` certo secondario: 2.5 milioni di dollari per aiutare i bambini malati e poveri, e ben 25 milioni per la raccolta fondi a favore dell’Oncologia Pediatrica. Altre iniziative locali riescono ad ottenere buoni riscontri.
Gli italiani cosa e quanto rappresentano? Ne parlero` nel prossimo articolo, intervistando il titolare di Terramia, l’agenzia leader per questi viaggi dei “turisti magri” come vengono chiamati dai locali i maratoneti europei. _________________ - Davide -
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