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Racconti di viaggio: Big Sky Country (1/2)
Inviato da webmaster su ( letture)
 USA in generaleLa terra del grande cielo, da Denver a Sanfrancisco (1/2)

Quando ritornai dagli USA nel marzo 2002 ebbi la sensazione che i parchi del Colorado Plateau che avevo visitato racchiudessero solo una parte delle bellezze naturali, e non la maggiore, di tutto il West degli Stati Uniti. Così maturai il proposito di ritornare laggiù e di visitare anche ” l'altra metà del cielo ” di quell'enorme continente. Oggi che ho realizzato la seconda parte del mio sogno sento di poter dire che ne valeva la pena. Chi ha visto Balla coi Lupi può avere solo una idea parziale della bellezza e della vastità dei territori del Wyoming, del Montana e del South Dakota dove si è svolta la prima parte del nostro viaggio. Scendendo poi a S abbiamo rivisitato l'area dello Utah e dell'Arizona per dirigerci infine verso il Nevada e la California, con Yosemite e come ultima inevitabile meta, San Francisco.

Il viaggio in sintesi

Partenza il 04 maggio 2004 Milano Linate - London Heathrow – Denver

Ritorno il 26 maggio 2004 San Francisco – London Heathrow – Milano Linate

Da Denver a San Francisco abbiamo utilizzato un pulmino da 8 posti preventivamente noleggiato dall'Italia tramite Saragozza Viaggi , l'agenzia di Bologna (info@saragozza.it) che ci ha fornito anche i passaggi aerei con la British Airwais e l'assicurazione sanitaria globale per la permanenza in USA. Solo il primo pernottamento a Denver è stato prenotato prima di partire: per tutti gli altri ci siamo adeguati giorno per giorno senza alcun problema .Di preferenza abbiamo dormito nei motel Super 8.

I compagni di viaggio

Insieme a me, Tiziano, Giovanni, Orfeo, e Romeo, erano reduci dal primo viaggio. Fosco, Renzo e Fabrizio invece hanno partecipato per la prima volta. Gli ultimi due si sono alternati alla guida del veicolo per tutte le 5200 miglia percorse da Denver a S. Francisco. A loro va il merito di essere riusciti a vedere tante cose in solo 21 giorni di viaggio rispettando la tabella di marcia di un programma da molti giudicato irrealizzabile .

I preparativi e l'organizzazione

Con l'esperienza acquisita nel primo viaggio del 2002 (vedi Il nostro Far West ) abbiamo cercato di eliminare dal nostro bagaglio tutte le cose superflue a cominciare dall'abbigliamento, che abbiamo ridotto all'essenziale; ci siamo portati dietro un vestiario modulare, da alpinismo per intenderci. Inoltre attraverso alcuni siti internet (elencati in calce) abbiamo cercato di conoscere la percorribilità delle strade con passi superiori ai 2500 m. di quota nei territori da attraversare; si tenga conto, per esempio, che l'apertura delle strade all'interno di Yelloswstone è prevista solo a partire dalla metà di maggio e che l'imprevedibilità del tempo gioca un ruolo determinante sulla circolazione. Quest'anno, fortuna nostra, ad ovest è nevicato pochissimo e le date di apertura dei passi del Wyoming, del Montana, e del Colorado, sono state sempre rispettate , se non anticipate di 15/20 giorni. Per questo abbiamo rinunciato al costoso noleggio catene .

www.cotrip.org :percorribilità stade del Colorado

www.Wyoroad.info : percorribilità strade del Wyoming

www.mdt.state.mt.us : percorribilità strade del Montana

www.sddot.com . percorribilità strade del South Dakota

I controlli negli aeroporti

Come è intuibile i controlli sono stati della massima scrupolosità, sia per quanto riguarda le perquisizioni personali (metal detector, togliere le scarpe ecc..) sia sui bagagli. E' in atto anche un inasprimento dei controlli sanitari sugli alimenti in ingresso per le emergenze tipo SARS, Mucca Pazza, ecc. A me, per esempio, a Denver è stata sequestrata una piccola mortadella sotto vuoto che un “terribile” cagnolino beagle ha fiutato a 30 metri di distanza: a parte l'imbarazzo personale ho considerato l'episodio come una ottima propaganda alla salumeria italiana.

Nel viaggio da Denver a San Francisco abbiamo attraversato in sequenza i seguenti stati:

Colorado – Wyoming – South Dakota - Wyoming– Montana -Wyoming – Utah- Colorado -Utah– Arizona –

Utah- Arizona- Nevada - California

Questi sono, in ordine cronologico , i Parchi Nazionali ed i punti di interesse visitati:

Rocky Mountains N.P. – Fort Laramie N.H.S. - Mount Rushmore N.M. – Devil's Tower N.M.- Little Big Horn Battlefield N.M.- Yellowstone N.P.- Grand Teton N.P. – Flaming Gorge N.R.A. – Dinosaur N.M. – Colorado N.M. – Arches N.P. – Canyonlands N.P.- Dead Horse Point S.P. – Natural Bridges N.M. – Monument Valley Tribal Park – Goose Neck S.P. – Muley Point - Glen Canyon N.R.A.-Antelope Canyon- Grand Canyon N.P. (North Rim)– Bryce Canyon N.P. – Kodachrome Basin N.M. – Zion N.P.- Sequoia N.P. – Yosemite N.P.- Golden Gate N.M.

Scenic Byways

Sulle carte stradali ci sono strade che per la particolare spettacolarità del percorso sono definite Scenic Byways e sono identificate da una punteggiatura parallela al tracciato: ne ricordo 3 in particolare

- la 14/16/20 da Cody alla East Entrance di Yellowstone

•  la 128 da Cisco a Moab

•  la 163 da Mexican Hat a Kayenta, (quella della Monument Valley)

IL DIARIO DI VIAGGIO

4 maggio 04 martedi

Un amico con un pulmino Ducato ci porta a Linate da Bologna per evitare i possibili contrattempi dello sciopero F.S. ed arriviamo all'aeroporto in tempo largamente utile per il Cheek-In. Nulla da segnalare sui due voli Linate – Londra e Londra – Denver salvo il disagio creato dal Jet lag: arriviamo a Denver che sono le 18 locali mentre il nostro orologio biologico segna le 2 di notte. Risolviamo alcuni problemi al noleggio auto(Alamo) con il cambio veicolo e finalmente quando sta per imbrunire mettiamo piede al Confort Inn Motel a 15 miglia dal mega aeroporto di Denver. (Per noi sono le 5 del mattino)

5 maggio 04 mercoledi

Visita veloce al centro città di Denver; dicono che chi visita Denver intuisce come sarà il futuro delle metropoli ed in questo senso io mi sento sereno perché a dispetto della architettura avveniristica della città mi sembra che la vita vi scorra dentro con calma, senza la nevrosi di Manhattan , per esempio. Visitiamo il Campidoglio, sul cui 13° gradino è impressa la quota di 1 miglio (1608 m.) sul livello del mare, ed assistiamo al concerto di un coro di bambini messicani che cantano Cielito Lindo ed è commovente tutto ciò. Gli scoiattoli corrono tranquillamente dentro i parchi del centro cittadino incuranti dei pedoni che passano a pochi metri Nel primo pomeriggio ci inoltriamo sulla I 36 che in poco più di un'ora di viaggio conduce ad Estes Park, porta d'ingresso del Rocky Mountains N.P. dove acquistiamo il National Park Pass che al prezzo di 50 dollari consente l'ingresso a tutti i parchi nazionali per un anno intero. Come previsto troviamo chiuso per neve l'anello della Trial Ridge Road, la strada che salendo fino al Milner Pass (3700 m.) permette una visione panoramica d'insieme sulla maestosa catena montuosa che sovrasta Estes Park, così decidiamo di sfruttare le rimanenti ore di sole per avvicinarci al Wyoming. Superata Loveland attraverso la spettacolare valle del Big Thompson River, imbocchiamo la I 25 che in due ore circa ci porta a Cheyenne. Nessuno direbbe che questa è la capitale di uno dei 50 stati dell'Unione se non fosse per lo State Capitol che nobilita questa cittadina dimessa: vi troneggia davanti la statua in bronzo di Esther Hobart Morris che nel 1869, prima nel mondo, propose la legge di totale uguaglianza tra uomini e donne. ” Equality State and Cowboy State ”. Così recita il motto del Wyoming.

Pernottiamo al Ranger Inn Motel molto economico ma anche molto scadente.

6 maggio 04 giovedi

La nostra meta di oggi è il Mount Rushmore N.M. nel South Dakota ma una breve deviazione del percorso ci porta a visitare Fort Laramie, allora uno dei più importanti avamposti di controllo sul territorio indiano.Di qui passavano anche i pionieri diretti ad W e vicino a Guernsey visitiamo un tratto dell'Oregon Trial il famoso sentiero che conduceva verso il Pacifico: qui i solchi prodotti dalle ruote dei carri hanno inciso l'arenaria lasciando una sorta di binario a testimonianza della corsa di migliaia di cittadini che, prima dell'avvento delle ferrovie transcontinentali, cercavano di spostarsi con i carri sempre più ad ovest.

Prima di proseguire il viaggio verso N sulla interminabile I 85 facciamo pranzo nel paesino di Lingle al Corner Bitch Bar (bar della puttana dell'angolo!!) un simpatico locale dove siamo trattati come in famiglia e dove ci vengono date anche preziose notizie sulle strade di Yellowstone. A Newcastle, dopo circa 120 miglia di prateria a perdita d'occhio deviamo a dx ed entriamo in South Dakota. Nella Black Hills National Forest vediamo in lontananza il costruendo Crazy Horse Monument con il profilo del guerriero indiano ricavato nella roccia:l'accesso al Visitor's Center, che costituisce un punto di riferimento della storia indiana è anche motivo per sgranchirsi le ossa. Arriviamo a Keystone in serata dopo 329 miglia di viaggio. Pernottamento al Super 8 Motel molto confortevole.

7 maggio 04 venerdi

Il Mount Rushmore con le sculture dei volti dei 4 presidenti ha fatto la fortuna di Keystone con l'enorme flusso turistico che richiama annualmente. Noi abbiamo raggiunto in meno di 2 miglia il parcheggio a pagamento e la visita richiede giusto il tempo per scattare qualche foto ed acquistare gli oggetti ricordo al Gift Shop: si tratta in ogni caso di un monumento suggestivo per l'imponenza della realizzazione. Riprendiamo la direzione N in mezzo alle Black Hills e superiamo Deadwood la cittadina dove Wild Bill Hichok fu ucciso mentre giocava a poker la sua ultima “ mano del morto”: un monumento nel centro della città ricorda questo famoso episodio immortalato in molti film western. Poco oltre riprendiamo la interminabile I 90 sempre in direzione N, rientriamo nel Wyoming ma poco dopo Sundance all'uscita 185 deviamo dx per raggiungere dopo 21 miglia la Devil's Tower N.M. Il solitario cono roccioso è visibile già da notevole distanza perché spicca nella prateria circostante, ma è solo percorrendo il sentiero di circa 3 Km che lo circonda che si ha la esatta cognizione delle sue dimensioni e della sua struttura geologica; tra l'altro vediamo anche alpinisti intenti a scalare queste enormi canne d' organo. Dedichiamo circa 2 ore alla visita, poi ritorniamo sulla I 90 a Moorcroft avendo come meta del giorno la cittadina di Hardin nel Montana che raggiungiamo in serata dopo 3 ore di autostrada ed una breve sosta a Buffalo. Abbiamo percorso 390 miglia da Keystone ad Hardin. Dormiamo al solito Super 8 bello ma caro. Ci gustiamo in compenso un bellissimo tramonto Western.

8 maggio 04 sabato

Arriviamo all'ingresso del Little Big Horn Battlefield N.M. a 24 km da Hardin, appena aperti i cancelli: è fantastico lo scenario delle ondulazioni della prateria sotto il primo sole del mattino. E questo fu probabilmente lo stesso spettacolo che Custer ed i suoi uomini videro in quel 25 giugno 1876, prima della battaglia in cui tutti persero la vita: tutti meno uno, perché Giovanni Martini, garibaldino emigrato in America ed arruolato nel 7° Cavalleria, inviato da Custer a chiedere rinforzi poco prima dell'accerchiamento , fu l'unico superstite. Il suo nome fu americanizzato in John Martin, morì nel 1922 a New York: la sua tomba si trova nel Cypress Hill National Cemetery di Brooklyn.Tutta questa documentazione è reperibile presso il Visitor's Center dove è allestito anche un plastico che illustra i momenti del sanguinoso scontro.A poca distanza si può visitare il campo di battaglia con la” Last Stand Hill ” la collina dell'ultima resistenza,ed il memoriale del 7° Cavalleria; sul terreno i cippi dei soldati caduti sono posti nello stesso punto dove essi vennero rinvenuti, ed è riconoscibile quello di Custer perché di marmo bianco.” Rattlesnake Area” ammoniscono i cartelli posti lungo il percorso pedonale che attraversa tutta la collina. Terminata la visita di tre ore circa, riprendiamo il nostro cammino in direzione di Billings sempre sulla I 90, che abbandoniamo a Laurel per immetterci sulla 212. Arriviamo così a Red Lodge, a suo tempo importante centro minerario, dove nel fare benzina apprendiamo da due diverse fonti che l' ingresso di Yellowstone da Cody è chiuso. Questa notizia, che poi si rivelerà errata, ci obbliga a cambiare programma: ritorniamo quindi per la 78 a Columbus e di qui, sempre via I 90, arriviamo a Livingstone da dove imbocchiamo verso S la 89 che segue tutta la valle del fiume Yellowstone in uno scenario di alte montagne fino a Gardiner che è l'ingresso N del Parco. Una simpatica ranger ci conferma sorridente che tutte le entrate del Parco sono attive e noi non facciamo un dramma di questa imprevista deviazione che ci ha permesso di vedere paesaggi strepitosi. Pernottiamo a Gardiner al solito Super 8 Motel dopo avere fatto una prima rapida puntata fino a Tower Jct all'interno di Yellowstone. Oggi abbiamo percorso 335 miglia.

9 maggio 04 domenica

Il paese di Gardiner deve essere congeniale ai cervi che di primo mattino passeggiano tranquillamente per le vie del centro, incuranti delle auto e della presenza umana. La nostra giornata è dedicata alla visita di Yellowstone, partendo dall'area delle Mammohot Hot Springs (2 ore) che è un po' la capitale di questo parco, alle Roaring Mountains (1 ora) al Norris Geyser (1 ora) a Canyon Village. Dedichiamo 3 ore alla visita delle Upper and Lower Falls: soprattutto la Lower Fall ha qualcosa di imponente per i colori del canyon che restano nella memoria di chiunque. Nel percorrere una parte del circuito ad 8 ci soffermiamo al misterioso Sulphur Caldron: il sordo brontolio che emette sembra il respiro della terra. La strada costeggia poi per molte miglia il lago di Yellowstone che strano ma vero è il centro di tutta la “caldera” del Parco: l'attività di vulcanismo è in pratica concentrata sotto questo enorme lago che si trova all'altezza di 2400 m. circa. Usciamo dalla East Entrance per dormire a Cody come previsto in partenza nel nostro programma. Dormiamo al solito Super 8 motel nel paese di Buffalo Bill dopo percorso 141 miglia. Cena al Pizza Hut, proprio di fianco al motel.

10 maggio 04 lunedi

Ripartiamo da Cody dopo avere visitato il Buffalo Bill Historical Center con la poderosa statua equestre di questo curioso eroe il cui mito è basato sul massacro dei bisonti : dopo ci sono voluti 80 anni per scongiurare l'estinzione di questo animale, simbolo del West americano. Ripercorriamo in senso inverso la strada verso il Sylvan Pass (2605 m.) e l'ingresso al Parco di Yellowstone: la Scenic Byway 14/16/20 è una delle meraviglie che mi hanno maggiormente impressionato per la configurazione delle pareti sovrastanti la strada. Superata in più punti la Continental Divide abbiamo l'immancabile visita dell'Old Faithfull che con estrema puntualità rallegra una folla di turisti con il suo getto di acqua e vapore. Nella valutazione complessiva su Yellowstone ha un peso determinante l'immane disastro di fuoco che ha distrutto oltre ¾ delle sue foreste. La bellezza di tutta questa enorme area è troppo offuscata dal grigio della cenere anche se la potenza dei fenomeni geotermici, con i rumori, e l'acre odore di zolfo, rendono quasi l'idea di un mondo ancora in “costruzione”. Ci dirigiamo a S verso Madison in direzione del Grand Teton N.P. tra due argini di neve alti un metro. Questo parco è in pratica collegato al suo fratello maggiore anche se ha caratteristiche diverse. E' una catena di alte montagne simile alle nostre Alpi, le vette superano i 4000 m. , sono totalmente coperte di neve ma non ci sono ghiacciai. In condizioni estive sono probabilmente facili mete per l'alpinista, ma ad inizio di stagione possono solo essere osservate per lo scenario stupefacente. La strada che attraversa il Parco segue il corso dello Snake River e porta a Jackson, una elegante stazione turistica di sci. In serata visitiamo un fornitissimo centro visitatori con annesso museo dei trappers. Solito Motel Super 8 per il pernottamento con la temperatura in forte diminuzione e minaccia di neve.

11 maggio 04 martedi

Ci svegliamo con una spruzzata di neve che ha imbiancato le alture intorno a Jackson; siamo a più di 2000 m. di quota ma non abbiamo problemi a ritornare verso il Grand Teton per la visita dell'area interna al parco attraverso la Teton Park Road , l'anello stradale che unisce i due Visitor's Center di Moose e Jenny Lake in cui sostiamo per l'acquisto delle cartoline ricordo. Ritorniamo verso Jackson e dedichiamo una breve sosta al parco cittadino in cui troneggia un arco fatto di corna di cervo: è ovvia la foto di gruppo sotto questa curiosità scaramantica. La nostra prossima meta è Rock Springs con la gola del Flaming Gorge N.R.A.

Seguiamo quindi la I 191 verso Bondurant, Pinedale e Farson in una interminabile galoppata su una strada semi deserta accompagnati solo dalla visione della catena montuosa del Bridger Teton totalmente innevata con la vetta più alta del Wyoming, il Gannet Peak (4300 m.). Superata Rock Springs costeggiamo sulla Sx la valle del Green River che sbarrata da una diga, ha formato questo enorme lago artificiale. Superando la diga salutiamo il Wyoming e raggiugiamo Vernal nello stato dello Utah. Pernottiamo al Motel 6 di Vernal e spendiamo il tempo rimanente per la spesa nel super mercato attiguo rifornendoci di viveri per i giorni a venire. Oggi abbiamo percorso 373 miglia.

12 maggio 04 mercoledi

Riprendiamo la nostra marcia verso SE visitando poco distante da Vernal il Dinosaur National Monument. In questo ambiente di roccia rossa , qualcuno scoprì casualmente che un versante della montagna era un cimitero di dinosauri a cielo aperto. Dedichiamo circa 2 ore alla visita dell'area di studio che è un richiamo importante per i ricercatori di questa scienza. Poche miglia oltre, a Dinosaur, entriamo nel Colorado ed a Rangely imbocchiamo la 139 che conduce a Fruita attraverso il Douglas Pass (2600 m.). Temevamo che questo passo fosse chiuso per neve, ma la consultazione del sito sulle strade statali del Colorado ci ha dato la certezza del transito. La strada è molto panoramica con caratteristici tornanti simili ai nostri passi alpini; quando giungiamo a Fruita pranziamo da Wendy's ed abbiamo ancora il tempo sufficiente per salire al Colorado N. M. che è percorso dalla Rim Rock Drive, una strada a ferro di cavallo che offre una visione mozzafiato su tutto questo Canyon . Abbiamo tra l'altro la fortuna di vedere l'arcobaleno spuntare sull'orizzonte dopo un acquazzone: restiamo senza parole. Ritorniamo all'imbrunire a Fruita , pernottiamo al locale Super 8. Oggi abbiamo percorso “solo” 275 miglia.


 
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