offerte stati unitilastminute stati uniti
 [Home]   [Nuovo articolo]   [Forums]   [Galleria Foto]   [Telecamere]   [Informazioni sugli USA]   [Siti sugli USA]   [Mappa del sito]   [Cerca nel sito
  Nuovo Utente / Accesso utente Non ci sono messaggi per Anonymous Utenti registrati:   
------|    Il sud ovest americano viaggio on the road....formato famiglia - 2010-08-23 21:46:56 - di miki    ||    Viaggi per passione nel SouthWest - 2010-04-19 21:33:15 - di andreausa    ||    Alla scoperta della West Coast - 2009-03-24 23:52:31 - di KARLAMATO    ||    Rodeo for Beginners - 2008-12-21 11:16:57 - di webmaster    ||    Trip to Yellowstone - 2008-10-09 21:41:38 - di webmaster    ||    California e Parchi del West - 2008-10-06 21:25:31 - di nilla    |------

Offerte Tour Operator Esteri

web
DestinazioneUSA.com
Offerte viaggi scontate
Menù Principale
Home
 Info and storys of travel
 Info et récits de voyage
 Info y storys del recorrido
 Info/Storys spielraums
Offerte di viaggio
 Prenota Hotel Stati Uniti
 Offerte di volo Stati Uniti
 Offerte noleggio auto
 American Express Gratis!
Immagini & Webcam
 Foto dagli Stati Uniti
 Webcam negli USA
Informazioni utili
 Cerca nel sito
 Articoli sugli Stati Uniti
 Racconti di viaggio
 Archivio
 Forums
 Siti sugli USA
 Ricette americane
 I 50 stati
 Informazioni Utili
 La cucina negli Stati Uniti
 Visti - Green Card
 Mappe USA in pdf
 Notizie curiose dagli USA
Utilità varie
 Downloads
 AvantGo
 Mappe e guide Stati Uniti
 Il tempo negli USA
 Usa Today News
 Accadde oggi
 Conversione valute
 Web TV OnLine
 Cerca in DMOZ
Utente
 Il tuo profilo / Login
 Scrivi al webmaster
 Top 30 di DestinazioneUSA
Siti partner
 Segnala questo sito
 Link a questo sito
 Siti Partner
 Le nostre news sul tuo sito

Notizie curiose dagli USA
· In vendita su Ebay museo dedicato a Elvis 'ancora vivo'
· Ruba identita' figlia per diventare ragazza pon-pon
· Mangia al ristorante e lascia un cavallo come mancia
· Liceo chiuso per "polli"
· Altre leggi assurde
· New York - A spasso con il morto
· Licenziato per alito pesante
· Insulta il water: assolta!
· Condannata a 10 anni dipendente Coca Cola
· Usa: crescono i cimiteri trasformati in luna park

[ Altre... ]

Offerte libri USA (BOL)
Compra su BOL




Meteo USA
Could not open Yahoo Weather Page

I nostri partner
Hotel scontati in tutto il mondo
Biglietti da visita, sconto 25%

Statistiche & Counter

Racconti di viaggio: Cieli d'America (Parte 1/3)
Inviato da webmaster su ( letture)
 USA in generaleDiario di un viaggio attraverso gli Stati Uniti passando per 10 stati: Virginia, Maryland, Pennsylvania, New York, Massachusetts, Colorado, Utah, Arizona, Nevada, California Parte 1/3

Cieli d'America

di ro.viv@tin.it

Autore: Roberto Viviani

Diario di viaggio

Cieli d'America.

Viaggio negli Usa: da 3 a 25 agosto 2001.

PREMESSA:

Prima di iniziare mi sembra doveroso presentare i miei compagni di viaggio coi quali ho percorso quasi 8.000 chilometri in questo straordinario paese. (nella foto lo sfondo della Monument è straordinario). Eravamo in 6: da sinistra a destra nella foto: Simona 1, Roberto, Diego, Federica, Alessandro e Simona 2. (nota del webmaster: foto non presente)

Io (Roberto) Diego e Simona 2 siamo anche compagni di sofferenze quotidiane (lavoriamo nella stessa azienda), Simona 1 è mia moglie ed è estetista (ora è impegnata in una cosa non propriamente estetica: la gravidanza), Federica è una bancaria non molto convinta, e Alessandro è un tecnico teatrale e per lui viaggiare è una consuetudine.
Io e mia moglie siamo già stati negli Usa nel marzo 1999 in viaggio di nozze; da allora ho sofferto di un tremendo mal d'America e sapevo che a breve termine avrei dovuto assolutamente tornarci.

Volevo inoltre dare i numeri di questo viaggio:

giorni totali di viaggio: 23, di cui una settimana all'Est e due settimane a Ovest

Km. Totali percorsi: quasi 8.000, di cui 2.500 a Est e oltre 5.000 a Ovest (tutti rigorosamente in auto, da far invidia a Jack Kerouac).

Stati attraversati (o comunque toccati): 10 : Virginia, Maryland, Pennsylvania, New York, Massachusetts, Colorado, Utah, Arizona, Nevada, California.

Grandi città attraversate: 9 : Washington, Baltimora, Philadelphia, Boston, Denver, Las Vegas, S.Francisco, Los Angeles, S.Diego.

Parchi nazionali visitati: 7 : Niagara falls, Arches nat.park, Monument valley, Grand Canyon, Bryce canyon, Sequoia e Yosemite.

Come si può notare si è trattato di 23 giorni piuttosto intensi, ma la fatica delle sveglie all'alba e delle migliaia di chilometri percorsi è stata ripagata dalle cose straordinarie che abbiamo visto e dai tramonti che ci hanno commosso. Spesso i ricordi piacevoli di un viaggio derivano dalle emozioni intime vissute, e non esistono foto o scritti che possano renderli pienamente.

Questo viaggio era stato programmato già da due anni ed era previsto per l'agosto 2000 ma per motivi vari l'abbiamo dovuto spostare al 2001. Voglio dare un consiglio a chiunque voglia intraprendere un viaggio con un gruppo di amici come nel nostro caso e soprattutto così lungo e faticoso: è assolutamente necessario pianificare con precisione e calcolo tutte le tappe e le cose che si vogliono vedere, cercando nel limite del possibile di calcolare i tempi di spostamento e quanto dedicare a ogni cosa. Fondamentale si rileva anche stendere un budget di spesa giornaliero il più possibile dettagliato. In questo modo in ogni momento del viaggio si riesce a tenere sotto controllo quanto si sta spendendo.
E' molto importante che il modo di viaggiare e le tappe fondamentali siano condivise a priori da tutto il gruppo; questo perché se la condivisione non è totale nel corso del viaggio idee e desideri troppo diversi uniti ad un'inevitabile stanchezza potrebbero portare a degli attriti e causare malesseri con riflessi negativi su tutto il viaggio. E' innegabile comunque che un viaggio di questo genere è bello se fatto con un gruppo di amici piuttosto che da soli o in coppia; ma la scelta dei compagni è ingrediente fondamentale per la riuscita del viaggio. Ottimo sarebbe se la voglia di andare in un determinato paese sia intensa in eguale misura in tutti i partecipanti e le idee sul come viaggiare, quanto spendere e cosa fare siano il più possibile vicine.
Per un viaggio on the road fondamentali sono un ottimo atlante stradale e una buona guida in modo da avere informazioni sui luoghi che si stanno percorrendo e sulle cose da vedere.

Mi scuso se mi sono dilungato in questa premessa, ma tutta la preparazione precedente ad un viaggio di questo genere è importante quanto il viaggio stesso; eventuali errori fatti in questa fase si pagano dopo la partenza.

Comunque cominciamo…. gli Usa ci aspettano.

PRIMA PARTE DEL VIAGGIO: UNA SETTIMANA ALL'EST

1° giorno: venerdì 3 agosto 2001. Torino - Washington

ore 4.30 suona la sveglia. E' il giorno fatidico, all'Aeroporto di Caselle (Torino) ci aspetta l'aereo che, dopo uno scalo ad Amsterdam ci porterà alla nostra destinazione: Washington. Viaggiamo con la KLM e NorthWest. Ci ritroviamo nella hall dell'aeroporto tutti e sei assonnati ma emozionati per l'avventura che ci aspetta.
Dopo parecchie ore di viaggio finalmente atterriamo a Washington nelle prime ore del pomeriggio. Il tempo è bellissimo ma il caldo insopportabile. La prima cosa che abbiamo capito, confermata poi dalle altre città dell'Est., è stata che il mese di agosto non è sicuramente il migliore, dal punto di vista climatico per fare questo viaggio. Raggiungiamo subito il parcheggio di Alamo per ritirare la nostra auto, una monovolume da 7 posti. Sistemati i bagagli Alessandro si sistema al posto di guida cercando di prendere confidenza con il cambio automatico anche se con il braccio destro cerca di continuo la leva cambio che non c'è, sbeffeggiato continuamente da noi tutti. Il tragitto dall'aeroporto a Washington non è lungo per chi conosce le strade; per noi che stanchi del viaggio in aereo e freschi vagabondi delle strade americane il tempo per raggiungere la capitale si rivelerà lunghissimo. Ma ormai siamo presi dal viaggio che ci aspetta e alcuni piccoli intoppi non possono fermare la nostra corsa alla scoperta dell'Est americano.
E' ormai tarda sera quando finalmente troviamo il giaciglio per la notte; ci troviamo a Capitol hts., un sobborgo alla periferia di Washington. Prendiamo due camere al Motel 6 dopo aver notato di essere gli unici bianchi (capiamo di essere in un quartiere nero), le camere sono peggiori di qualsiasi immaginazione, ma la stanchezza è troppo grande per cercare un altro posto. Dopo una cena a base di hamburger in un vicino Mc Donald's andiamo a dormire. Il giorno seguente vedremo luoghi simbolo degli Stati Uniti.

2° giorno: sabato 04 agosto 2001 - Washington

Al mattino sveglia molto presto e dopo una mezz'ora siamo in strada direzione centro città. Trovato parcheggio per l'auto nei pressi della sede della FBI c'incamminiamo alla scoperta della capitale. Prima però ci aspetta la prima colazione americana, che come quelle successive sarà ipercalorica. La prima visita spetta di diritto alla Casa Bianca che però non ci sembra una cosa nuova (l'abbiamo vista in troppi film); chiesta udienza non concessaci a Bush proseguiamo verso il Lincoln Memorial (ricordate Forrest Gump che durante la premiazione per meriti di guerra riconosce la sua amata e corre dentro l'acqua?), il Vietnam veterans memorial e dopo aver attraversato un infuocato Arlington memorial bridge visitiamo a bordo di un simpatico trenino l'Arlington National cemetery (con tutte le sue lapidi rettangolari bianche) soffermandoci alla tomba di John Kennedy.
Tornati indietro con la metropolitana non abbiamo più tempo per la visita al museo dell'olocausto che avevamo prenotato; ci avviamo quindi alla macchina per dirigerci in direzione Baltimora. Siamo molto stanchi e decidiamo di comprare del cibo in un supermercato e mangiare in camera. Troviamo un motel a metà strada tra Washington e Baltimora (che distano non più di 60 chilometri) che non è eccelso ma a differenza di quello della sera prima ci sembra il Danieli di Venezia. Abbiamo percorso i nostri primi chilometri sulle strade americane e molti ancora ne dovremo percorrere. Washington si è rilevata una città più bella di come ci aspettavamo; l'abbiamo trovata pulita e ordinata, con molto verde e un traffico accettabile (forse perché era sabato) e anche con molte cose da vedere. Domani ci aspetta Baltimora e in serata arrivo a Philadelphia, andiamo a dormire con in testa la musica di Rocky.

3° giorno: domenica 05 agosto 2001: Baltimora - Philadelphia

Altra sveglia alla buon'ora e subito in auto per raggiungere Baltimora. Alessandro come al solito appena sveglio è affamato, quindi la prima attività appena giunti a Baltimora la svolgeremo con le gambe sotto il tavolo in un buon ristorante.
Entriamo alle 8 circa nella periferia di Baltimora e, pur non essendoci anima viva in giro cominciamo a conoscere la realtà delle metropoli americane; l'ambiente è quello dei film tipo i guerrieri della notte, con case fatiscenti, scritte e graffiti sui muri, vicoli da inseguimento e, agli angoli delle strade gli immancabili campi da basket. Entriamo finalmente nel centro città e ci dirigiamo verso il porto dove cerchiamo subito un parcheggio per l'auto. Dopo pochi minuti siamo sulle strade di Baltimora affamati ma contenti di vedere la seconda metropoli americana di questo viaggio. Giunti al porto notiamo un simpatico ristorantino su uno dei moli e, come felini ci lanciamo sulla nostra preda. All'interno abbiamo la senzazione di essere tornati negli anni '50 e da un momento all'altro ci aspettiamo Alfred (il gestore di Arnold's in Happy days) che ci illustra le prelibatezze della casa. Questa colazione si rivelerà una delle pratiche culinarie più impegnative. Come succederà per tutto il viaggio ci dividiamo in due scuole di pensiero: da una parte io, Simona 1, Alessandro e Diego siamo per i piatti killer composti da uova strapazzate, bacon, frittelle con marmellate varie e anche una fetta di torta (pesantissima), dall'altra Simona 2 e Federica, più delicatine e salutiste si accontentano di qualche frittella con la marmellata. Ingurgitate le colazioni decidiamo che, visto che l'unica cosa che ci pare interessante a Baltimora è solo la zona del porto, una volta visitato quest'ultimo partiremo per Philadelphia. Avendo parcecchio tempo a disposizione si decide di fare un giro più largo e passare nella contea di Lancaster dove vive la comunità degli Amish, comunità religiosa che vive ancora seguendo le regole, le tradizioni e l'abbigliamento di un secolo fa. Decidiamo di visitare una fattoria Amish; 6 dollari a persona per vedere una casa normalissima e qualche animale nei recinti nel retro della fattoria. Una delusione, anche perché degli Amish non c'è nessuna traccia. Li vedremo poi successivamente ripresa la strada per Philadelphia (non utilizzano auto ma solo calessi trainati dai cavalli) e questo ci rivaluta l'intera giornata (ci credete?). Verso sera arriviamo nei sobborghi di Philadelphia e, come sempre, sbagliamo strada e ci ritroviamo nel bel mezzo di uno dei quartieri peggiori che ci potessero capitare: il quartiere di German Town. Siamo tutt'altro che tranquilli anche per gli sguardi che ci vengono rivolti dall'esterno e già ci vediamo protagonisti di un film che non desideravamo interpretare; cerchiamo di ritrovare il prima possibile la tangenziale, ma ci vorrà più di mezz'ora. Usciti finalmente dal dedalo di strade della periferia di Philadelphia (quella di Baltimora era stato solo un antipastino) ci mettiamo alla ricerca di una cuccia per la notte. Attenzione: chi di Voi si recherà a Philadelphia tenga presente che trovare un motel al di fuori della città sarà impresa ardua: noi dopo almeno due ore di ricerca troviamo un gentile americano che ci conduce fino a un Days Inn. Dopo una buona bistecca e un'insalata in un locale vicino all'albergo ci lanciamo sui nostri letti, domani mattina ci aspetta Philadelphia: la città di Rocky Balboa, ma anche e soprattutto la città simbolo del sogno americano, della partenza verso l'Ovest, verso la frontiera, dove fu firmata la dichiarazione di indipendenza degli stati fondatori.

4° giorno: lunedì 6 agosto 2001: Philadelphia – Elmira.

Alle 8 del mattino siamo già nel centro di Philadelphia, il caldo è insopportabile. Dopo pochi minuti di cammino ci scontriamo con una delle peggiori contraddizioni di questo grande paese. Tutti i giardini e parchi cittadini che incontriamo sono pieni zeppi di homeless che si stanno svegliando e alzando. Vicino a loro passano manager e impiegati in giacca e cravatta che si stanno recando al lavoro nei lussuosi uffici del centro. Questi due estremi sembrano accettati come la cosa più normale di questo mondo. L'America è il paese dove tutto è grande: il territorio, l'economia, i grattacieli, la ricchezza e la povertà. Probabilmente i 50 milioni di poveri permettono agli altri 200 una vita prospera, forse anche questa è democrazia.
La intravedo da lontano; sì è proprio lei, la scalinata di Rocky. Mentre Alessandro riprende con la sua videocamera comincia la mia corsa con tanto di sandali, ma riesco comunque ad arrivare su e a urlare Adriana a squarciagola. E' incredibile come questo posto sia invaso quotidianamente da turisti esclusivamente per la notorietà acquisita a seguito del film di Stallone e non ad esempio per l'importantissimo museo presente nella piazzetta sovrastante la scalinata (confesso che anche noi siamo qui solo per la prima ragione). Proseguiamo la visita di Philadelphia inoltrandoci verso il centro città. Attraversiamo la zona dei grattacieli dove hanno sede importanti società e notiamo che i fumatori devono addirittura uscire dall'edificio e consumare la sigarette in strada. Negli Stati Uniti non si può fumare in nessun luogo chiuso, tranne casa propria. Ci dirigiamo verso la parte storica di Philadelphia e essendo arrivata l'ora di pranzo ci fermiamo in un chiosco dove ci facciamo preparare dei panini “mostruosi” che azzanniamo proprio di fronte al palazzo dove firmarono la dichiarazione di indipendenza. Il caldo del primo pomeriggio è veramente micidiale, troviamo refrigerio all'interno del visitor center dove l'aria condizionata è a livelli sovrumani. Questa è un'altra caratteristica americana, nei mesi estivi in tutti i locali chiusi l'aria condizionata è una vera regina. E' sempre utilizzata in maniera esagerata, come il ghiaccio nelle bibite (se non ne volete bicchieri pieni zeppi ricordatevi di dire “no ice” quando ordinate una bibita).
Dopo aver assistito ad un arresto a pochi metri da noi (ci sembrava di essere in un film) passeggiamo nella zona di Philadelphia che scende verso il porto; a metà pomeriggio prendiamo la metropolitana e ci dirigiamo verso la macchina. Ci aspettano lunghe ore di viaggio in direzione cascate del Niagara, ci fermeremo a dormire quando saremo stanchi.
Dopo un'occhiata veloce alla cartina ci dirigiamo verso Scranton. Attraversiamo la Pennsylvania da Sud a Nord. La campagna della Pennsylvania è veramente bella; con le sue dolci e verdi colline i boschi fitti e i profumi tipici dell'estate; le case sono graziose, notiamo che nessuna è cintata e non esistono cancelli, da noi non sarebbe possibile o quantomeno rischioso; come minimo la domenica ci troveremmo invasi dai maniaci dei pic-nic. Decidiamo di fare un pezzo di percorso prendendo una strada secondaria e la scelta si rivela azzeccata. E' attraverso queste strade secondarie che si scopre la vera America, quella del mito, di Kerouac e di tutte le generazioni di vagabondi che hanno attraversato da Nord a Sud e da Est Ovest questo grande paese alla ricerca di qualcosa che forse non hanno mai trovato, ma hanno senza dubbio contribuito alla leggenda delle vecchie strade americane. E parlando di mito dopo alcune ore appena a Nord di Scrancton incrociamo e prendiamo la leggendaria strada nr. 6 che da New York porta fino in California. Seimila chilometri di asfalto per ripercorrere i percorsi dei pionieri in direzione Ovest, verso la frontiera, i territori selvaggi e, dopo le grandi pianure, gli aspri altipiani, i cocenti deserti ecco la terra promessa: le verdi pianure della California e dell'Oregon. Nel bel mezzo delle pianure Americane la nr. 6 si incrocia con la Mother road, la vecchia nr. 66 che nelle cartine attuali non è più segnalata ma che è entrata in pieno diritto nella leggenda.
Ormai stanchi dopo parecchie ore di macchina ci fermiamo a una ventina di chilometri da Elmira in un piccolo motel in mezzo al niente. E' libera solo una camera, decidiamo di fermarci comunque e di dormire tutti e sei insieme. Dopo una buonissima cena al ristorante del Motel ci accorgiamo, passeggiando lungo il piazzale nel retro, che quest'eremo in mezzo al nulla è luogo frequentato da migliaia di grossi ragni e insetti vari; ma il massimo lo troviamo davanti alla porta della nostra camera dove ad attenderci troviamo un bel serpente. La notte sarà un vero incubo: in sei in una camera con l'aria condizionata rotta e 32 gradi di temperatura e il 400% di umidità. Riesce a dormire solo Simona 2, per lei questo caldo sovrumano è un dolce tepore. Nella lotta con la morsa del caldo il pensiero va già all'indomani, e le acque delle maestose cascate del Niagara sembrano quasi rinfrescarci.

5° giorno: martedì 7 agosto 2001: Elmira – Cascate del Niagara - Rochester

Dopo un po' di ore di sauna ci alziamo e ci prepariamo per percorrere i chilometri che ci separano dalle cascate del Niagara. Purtroppo dobbiamo abbandonare la strada nr. 6 che prosegue verso Ovest e prendere la nr. 15 verso Nord. Dopo una trentina di chilometri (più o meno) lasciamo lo stato della Pennsylvania ed entriamo nello stato di New York. Arriviamo alle cascate appena dopo mezzogiorno. E' inutile negare ma visti i numerosi giudizi negativi siamo un po' prevenuti. Oltretutto quello che vediamo intorno è veramente troppo “americano”; attraversiamo infatti una miriade di alberghi, campeggi, locali vari, sembra di essere sulla riviera romagnola. Non ci sembra possibile poter rovinare in questo modo una meraviglia della natura. Fortunatamente le cascate sono invece molto belle. La portata d'acqua ed il salto sono veramente impressionanti. Queste bellezze naturali ci ripagano degli scempi visti in precedenza. Io e mia moglie (Simona 1) decidiamo di fare il giro in battello fino sotto le cascate, gli altri preferiscono una passeggiata nel parco. Torniamo completamente fradici; ma è stato veramente straordinario, abbiamo toccato con mano la potenza della natura. E' stato indimenticabile, il nostro battello nel punto più vicino alle cascate è stato completamente coperto dall'acqua. Dopo esserci asciugati raggiungiamo i nostri compagni e, dopo un bel caffè e un po' di riposo ci accingiamo a proseguire il nostro viaggio. Alessandro alla guida e Diego navigatore decidono di prendere la strada che costeggia il Lago Ontario. A vederlo si direbbe sia un mare tanto è grande. Ci dirigiamo verso Est ammirando un bellissimo tramonto. Sono questi i momenti più belli del viaggio; quando la natura ti regala grandi emozioni non vorresti essere da nessun'altra parte, e vivi questi momenti come irripetibili sicuro che ti rimarranno per sempre nel cuore. Dopo un paio d'ore (forse tre) quando ormai la notte è calata arriviamo a Rochester e cerchiamo un albergo dove trascorrere la notte. Ci fermiamo ad un Days hotel a ridosso dell'autostrada. E' molto bello e confortevole. Ci voleva dopo l'ultima notte.
Siamo molto stanchi (come tutte le sere), compriamo qualche pizza da Pizza Hut che sbraniamo in albergo. Mangiare la pizza in America è molto pericoloso per degli Italiani; comunque provate quella di Pizza Hut, è abbastanza abbordabile. Andiamo a dormire sapendo che il giorno seguente sarà esclusivamente di spostamento. Dobbiamo arrivare a Boston (più di 800 chilometri), sarà una delle tappe più lunghe di tutto il viaggio. Ci addormentiamo pronti ad attraversare in un solo giorno quasi tutto lo stato di New York ed il Massachusetts.

6° giorno: mercoledì 8 agosto 2001; ROCHESTER – BOSTON.

La sveglia come al solito è prestissimo e implacabile. Usciti da Rochester prendiamo la Highway nr. 20 destinazione Boston. Questa parte dello stato di New York è bella , verde ma anche molto piatta. Lungo il tragitto attraversiamo alcune cittadine di provincia molto caratteristiche, e notiamo che a differenza dell'Italia qui non ci sono i cartelli indicanti il nome della città o del paese. Ci accorgiamo ben presto che purtroppo dobbiamo andare a prendere l'autostrada, altrimenti a Boston rischiamo di arrivarci il giorno dopo. L'autostrada nr. 90 è un lungo e noioso rettilineo che, passando dalla Capitale dello stato di New York (Albany) ci porterà fino a destinazione sulle rive dell'Atlantico. Ci fermiamo a mangiare in un autogrill, e ripartiamo cambiando autista; al posto mio si mette alla guida Diego pronto a mordere l'asfalto e a superare, come suo solito, i limiti di velocità. In auto cala il silenzio, tutti dormono distrutti dalla noia; io cerco di stare sveglio per fare compagnia all'autista, piuttosto sofferente.
Dopo alcune ore entriamo nello stato del Massachusetts e decidiamo di fare una sosta uscendo dall'autostrada. Ci fermiamo ad un Wendy, catena di gelaterie e snack vari. Il posto sembra uscire da un film di Walt Disney ed è pieno di famiglie con bambini. Tutta l'America è piena zeppa di posti come questo: Mcdonald's, Burger king, Tacos bell, Frendly's ecc…; un parcheggio enorme, un supermercato e un immancabile fast food. Sono la fotocopia uno dell'altro; qui tutto è standardizzato, e soprattutto è tutto concepito in funzione delle automobili. In questi posti arrivare a piedi è difficile e pericoloso. I discendenti dei gloriosi pionieri sembra che sappiano muoversi solo seduti nelle loro auto. Quindi dall'America aspettatevi molto dalle sue strade, dalla sua natura, dai suoi straordinari paesaggi, dalla sua storia anche se recente, ma se riuscite state lontani dalle grandi città e dalle autostrade. Cercate la vera America nelle piccole cittadine di province, nelle strade secondarie, nelle strade sterrate dei deserti dell'Ovest; questa America vi resterà dentro e vi farà venir voglia di ritornare.
Ripartiamo per Boston con il terzo autista alla guida, Alessandro, che, dopo aver dormito quasi tutto il giorno è perfettamente in forma e pronto a condurci a destinazione. Decidiamo di andare a dormire a Salem, il paese delle streghe a pochi chilometri da Boston. Arriviamo che è molto tardi (in America si mangia molto presto e alle 21 e già difficile trovare un posto che ancora dia da mangiare). Dopo aver cenato cerchiamo un motel e l'impresa si rileverà molto ardua. Finalmente all'ennesimo tentativo troviamo due camere in un Super 8 e, Alessandro, ormai sfinito e coi muscoli addominali e rettali distrutti si lancia verso il bagno; quando esce sembra un Highlander dopo un'epica battaglia.
Finalmente dopo una giornata di viaggio andiamo a dormire. Il giorno seguente visiteremo prima Salem e poi Boston, la città di Harvard.

 
Links Correlati
· Inoltre USA in generale
· News by webmaster


Articolo più letto relativo a USA in generale:
New York - New England - Canada


Vota questo articolo
Voto medio: 4.5
Voti: 4


Ti prego di votare questo articolo:

Eccellente
Molto buono
Buono
Normale
Non mi piace



Opzioni

 Pagina Stampabile  Pagina Stampabile

 Invia questo Articolo ad un Amico  Invia questo Articolo ad un Amico


Associated Topics

 USA in generaleWest USA

Web site engine's code is Copyright © 2003 by PHP-Nuke. All Rights Reserved. PHP-Nuke is Free Software released under the GNU/GPL license.
 [Home]   [Nuovo articolo]   [Forums]   [Galleria Foto]   [Telecamere]   [Informazioni sugli USA]   [Siti sugli USA]   [Mappa del sito]   [Cerca nel sito
In collaborazione con :
GuestCatalogo ItaliaABC: Elenco Alberghi e Hotel in ItaliaGuide di viaggio sugli USAViaggia in tutto il mondo Bangkok Hotels, hotel & Resort guide link exchange, links swap, link popularity, reciprocal link trade GuestFiere

© 2003 - Davide Rolando - savona-italia.it - ZonaViaggi - Aperos - Webcam - shop24ore - LastMinute - Premium Photo - Travel Photo - Tattoo Images

Generazione pagina: 0.308 Secondi
Strange Things - Cose Strane dal Web - Regali - Gadget - Oggetti introvabili Shop For Less